La Serbia vuole la Ue ma si tiene stretta la Russia: da Mosca gas a prezzi più favorevoli

Il rafforzamento della collaborazione energetica fra Serbia e Russia è stato al centro di un incontro che il ministro serbo per l'innovazione e lo sviluppo tecnologico Nenad Popovic con il vicepremier russo e Denis Manturov.

La Serbia vuole la Ue ma si tiene stretta la Russia: da Mosca gas a prezzi più favorevoli
Il ministro serbo per l'innovazione Nenad Popovic con il vicepremier russo e Denis Manturov
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8 Settembre 2022 - 23.57


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Belgrado con un piede in Europa e con il cuore a Mosca. Ma prima o poi dovrà scegliere, soprattutto se vorrà far parte dell’Unione europea.

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 L’ulteriore rafforzamento della collaborazione in campo energetico fra Serbia e Russia è stato al centro di un incontro che il ministro serbo per l’innovazione e lo sviluppo tecnologico Nenad Popovic ha avuto oggi a Mosca con il vicepremier russo e ministro dell’industria e commercio Denis Manturov.

Nel darne notizia, i media a Belgrado aggiungono che tema del colloquio è stata al tempo stesso la prosecuzione delle forniture di gas russo alla Serbia a condizioni possibilmente ancora più favorevoli. È stato constatato con soddisfazione l’ottimo stato dei rapporti bilaterali in tutti i campi, insieme all’amicizia e alla grande stima personale esistente nelle relazioni personali tra i presidenti Aleksandar Vucic e Vladimir Putin.

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«La Russia è il più importante partner della Serbia per la salvaguardia della sua stabilità energetica», ha detto Popovic, ricordando l’accordo per la fornitura alla Serbia di gas russo a prezzi di grande favore. Nelle scorse settimane a Mosca si era recato anche il ministro dell’interno serbo Aleksandar Vulin che aveva incontrato il capo della diplomazia russa Serghiei Lavrov. 

La Serbia, che ha in corso il negoziato di adesione alla Ue, è legata alla Russia da storici rapporti culturali, di lingua e religione.

Principale alleata di Mosca nei Balcani, Belgrado pur condannando l’intervento militare russo in Ucraina e la violazione dell’integrità territoriale di Kiev, si rifiuta di aderire alle sanzioni occidentali contro Mosca invocando i propri interessi nazionali, a cominciare dall’appoggio sulla cruciale questione del Kosovo e dalle forniture energetiche.

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