Argentina, 5 agenti della scorta di Cristina Kirchner sono stati trasferiti: l'indagine sull'attentato fallito

il comportamento degli agenti della scorta di Kirchner è all'esame della magistratura che ha aperto un indagine.

Argentina, 5 agenti della scorta di Cristina Kirchner sono stati trasferiti: l'indagine sull'attentato fallito
La pistola puntata contro Cristina Kirchner
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8 Settembre 2022 - 11.01


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In Argentina, l’attentato fallito all’ex presidentessa Cristina Kirchner continua a tenere banco. E arrivano i primi provvedimenti. La Polizia federale ha infatti disposto alcune modifiche alla custodia dell’attuale vicepresidentessa, disponendo il trasferimento di cinque membri della sua scorta.

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Il quotidiano La Nacion di Buenos Aires ricorda oggi che dopo l’attentato di giovedì scorso, il comportamento degli agenti della scorta della Kirchner è all’esame sia dei vertici della forza, sia della magistratura che ha aperto un indagine, nell’ambito della quale sono stati confermati ieri gli arresti dell’autore del tentativo, Fernando André Sabag Montiel e della fidanzata, Brenda Uliarte.

Il ministero della Sicurezza, guidato da Anibal Fernandez, non confermano ufficialmente se, al di là del procedimento penale, sia stata aperta anche una inchiesta interna per verificare l’attuazione degli agenti di custodia. Comunque i trasferimenti dei cinque membri della scorta sono stati firmati dal vice capo della Pfa, generale Osvaldo Rube’n Mato..

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Un funzionario del governo ha dichiarato all’agenzia di stampa Telam che «la misura è stata adottata perché gli agenti trasferiti hanno mostrato un comportamento diverso da quello che ci si poteva attendere in ua situazione come quella accaduta». In questo modo, ha aggiunto, l’obiettivo è rafforzare il protocollo di sicurezza, la cui modalità «non deve cambiare» ma «fare sì che essa venga rispettata».

Infine, una fonte a conoscenza del caso ha confermato che il comportamento delle guardie del corpo costituisce «un’altra linea di indagine che è stata aperta». Infatti il pm Carlos Rivolo, che accompagna l’indagine della giudice Maria Eugenia Capuchetti, ha chiesto una perizia delle telefonate in entrata ed in uscita anche per i cellulari degli agenti di scorta. 

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