Il 9 maggio in Russia è il Giorno della Vittoria, e in molti si aspettano una parata eclatante ai fini della propaganda bellica. Secondo la direzione dell’intelligence ucraina, Mosca starebbe preparando la parata per le strade di Mariupol, rimuovendo i detriti dalle strade principali, disinnescando gli ordigni inesplosi e trasferendo i cadaveri delle vittime rimasti lungo le vie.
La situazione all’acciaieria Azovstal
Intanto, secondo il ministro della Difesa russo Sergei Shoigu gli ultimi militari ucraini del Battaglione Azov che si trovano nell’acciaieria Azovstal di Mariupol sono ”bloccati in modo sicuro”. ”Hanno ignorato le numerose proposte che abbiamo fatto ai nazionalisti di liberare i civili e deporre le armi, con la garanzia di salvare vite umane e di avere un trattamento dignitoso in conformità con le norme del diritto internazionale”, ha dichiarato Shoigu aggiungendo che ”continuiamo questi tentativi”.
Per le forze armate ucraine è impossibile in questo momento condurre un’operazione militare per liberare la città di Mariupol in quanto non dispongono di armi pesanti e veicoli corazzati sufficienti. “Tutti loro (i difensori di Mariupol, ndr) sono degli eroi, tutti quelli che stanno lì. Se ci fosse stata la più piccola opportunità di liberarli con una campagna militare, questo sarebbe successo. Purtroppo oggi non abbiamo abbastanza armi pesanti e veicoli corazzati. Se li avessimo, state tranquilli, il presidente avrebbe dato l’ordine e sarebbe stata eseguita un’operazione speciale”, ha detto il segretario del Consiglio per la sicurezza e la difesa nazionale dell’Ucraina, Oleksiy Danilov, citato dai media locali.
Per oggi è previsto un nuovo tentativo di evacuare i civili. Come confermato dal governatore dell’oblast di Donetsk Pavlo Kyrylenko, stamane un convoglio di bus ha lasciato la città diretto a Zaporizhzhia. L’operazione è stata coordinata dalle Nazioni Unite e dal Comitato internazionale della Croce Rossa. Non è chiaro se a bordo dei bus ci siano alcune delle persone bloccate nell’acciaieria Azovstal. Sono ancora oltre 200 i civili che si trovano nei rifugi dell’acciaieria Azovstal, assediata dalle forze russe.
