Svyatoslav Palamar: "Su Azovstal i russi hanno lanciato bombe anti-bunker, 1000 civili in trappola"

Il vice comandante Azov dentro l'acciaieria: "Civili in trappola sotto edifici crollati". La vicepremier Vereschuk: "Serve corridoio evacuazione"

Svyatoslav Palamar: "Su Azovstal i russi hanno lanciato bombe anti-bunker, 1000 civili in trappola"
Svyatoslav Palamar
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22 Aprile 2022 - 12.03


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“I russi sganciano bombe pesanti, bombe anti-bunker che causano enormi distruzioni. Abbiamo feriti e morti all’interno dei bunker. Alcuni civili sono intrappolati sotto gli edifici crollati”. E’ la testimonianza raccolta dalla Bbc del vice comandante del Battaglione Azov, Svyatoslav Palamar, che si trova nell’acciaieria assediata di Mariupol.

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“Dico sempre che finché siamo qui, Mariupol rimane sotto il controllo dell’Ucraina”, ha detto Palamar, il quale alla domanda su quanti combattenti ucraini fossero ancora in città ha risposto “abbastanza per respingere gli attacchi”.

“Dopo 52 giorni di assedio e pesanti combattimenti, stiamo esaurendo le medicine. E abbiamo i corpi dei nostri combattenti che dobbiamo seppellire con dignità nel territorio controllato dall’Ucraina”, ha aggiunto Palamar, secondo cui “per quanto riguarda la resa in cambio di una via d’uscita sicura per i civili, spero che sappiamo tutti con chi abbiamo a che fare. Tutte le garanzie, tutte le dichiarazioni della Federazione Russa non valgono nulla”.

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Nell’acciaieria Azovstal ci sono circa mille civili, tra cui donne, bambini e anziani, aveva fatto sapere la vicepremier ucraina Iryna Vereschuk, che su Telegram si è rivolta direttamente ai media internazionali, per chiarire gli ostacoli all’evacuazione dalla città sotto assedio e smentire la versione dei portavoce di Mosca “che non si vergognano di mentire e dire che il corridoio umanitario è stato fornito, ma i nostri civili non vogliono usarlo”.

“I Russi – ha spiegato Vereschuk – hanno fornito un corridoio per la resa dei militari, ma noi non ne abbiamo bisogno, perché i nostri militari non vogliono arrendersi” e “si rifiutano di aprire un corridoio per i civili, fingendo cinicamente di non capire la differenza tra un corridoio per la resa dei militari e un corridoio umanitario per evacuare i civili, ma capiscono tutto, stanno solo cercando di esercitare ulteriore pressione sui nostri militari”.

“È importante – ha sottolineato quindi la vicepremier – che i media internazionali comprendano chiaramente la verità: i Russi hanno paura di prendere d’assalto l’Azovstal, ma allo stesso tempo stanno bloccando consapevolmente e cinicamente il rilascio di civili dall’Azovstal, cercando così di esercitare ulteriore pressione sui nostri militari”. Infine l’appello “ai leader mondiali e alla comunità internazionale di fare immediatamente ogni sforzo per aprire un corridoio umanitario da Azovstal per donne, bambini e anziani”.

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Il sindaco di Mariupol, Vadym Boychenko, ha lanciato un nuovo appello per la “totale evacuazione” della città dell’Ucraina meridionale che, secondo Mosca, è sotto il controllo delle forze russe. “Abbiamo bisogno solo di una cosa: la totale evacuazione della popolazione. Circa 100mila persone rimangono a Mariupol”, ha detto il sindaco sulla tv nazionale.

Ieri il presidente Vladimir Putin ha ordinato al suo esercito di isolare l’ultimo gruppo di combattenti asserragliati nell’acciaieria Azovstal.

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