Mariupol, l'acciaieria Azovstal sotto le bombe quasi completamente distrutto

Il ministero della Difesa russo ha chiesto ai soldati ucraini di cessare il fuoco: "A tutti coloro che depongono le armi è garantita la conservazione della vita"

Mariupol, l'acciaieria Azovstal sotto le bombe quasi completamente distrutto
Acciaieria Azovstal
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19 Aprile 2022 - 15.16


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La battaglia continua: «L’impianto di Azovstal è stato bombardato ed è quasi completamente distrutto»: lo ha detto il vice comandante del battaglione Azov, Svyatoslav Palamar, a Radio Libertà. Sull’impianto, ha aggiunto, sono state sganciate un gran numero di bombe molto potenti e «molte persone sono sotto le macerie»

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L’Esercito russo ha aperto un corridoio umanitario a Mariupol a partire dalle 2 del pomeriggio per consentire alle forze ucraine di lasciare l’acciaieria Azovstal. Per questo è stato dichiarato un cessate il fuoco temporaneo. Lo annuncia il ministero della Difesa russo, riporta l’Interfax. Circa 120 civili sono usciti.

In una nota del ministero della Difesa della Federazione russa è contenuta la richiesta di resa nei confronti dei soldati ucraini che si trovano nell’acciaieria Azovstal: “Tenendo conto della situazione catastrofica presso l’impianto metallurgico Azovstal”, a Mariupol, le forze armate russe “guidate da principi puramente umani” rinnovano l’ordine “ai militanti dei battaglioni nazionalisti e ai mercenari stranieri” di deporre le armi e dichiarare il cessate il fuoco dalle 12:00 (ora di Mosca) del 19 aprile .

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“A tutti coloro che depongono le armi è garantita la conservazione della vita”. Nei bunker dell’acciaieria di Mariupol ci sono anche diversi civili.

E’ partita l’offensiva di Mosca ad est dell’Ucraina. “Le truppe russe hanno iniziato la battaglia per il Donbass“, ha detto ieri sera il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. “E’ un inferno”, ha dichiarato il governatore della regione di Lugansk, Sergei Gaidai. Sul fronte diplomatico, la Casa Bianca ha fatto sapere che oggi pomeriggio il presidente americano Joe Biden terrà una videochiamata sulla crisi ucraina con i suoi alleati e partner. Nessun corridoio di evacuazione per i civili è previsto per oggi in Ucraina, per mancanza di accordo con la parte russa, e questo per il terzo giorno consecutivo

“Da febbraio quasi 880 mila persone, di cui 164 mila bambini, sono arrivate in Russia dall’Ucraina e dalle repubbliche autoproclamate del Donbass. Lo scrive l’agenzia russa Tass citando fonti istituzionali. “Il loro numero è aumentato di quasi 18.000 persone nelle ultime 24 ore. 713.000 persone sono state evacuate in Russia dal Donbass, il resto è arrivato dal territorio dell’Ucraina”.

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Diverse esplosioni sono state sentite nelle prime ore della notte a Mykolaiv, a est di Odessa. Bombardamenti sono stati segnalati anche a Kharkiv. E notizie di danni e feriti sono arrivate anche dal territorio russo: un villaggio della regione di confine di Belgorod sarebbe stato bombardato dal lato ucraino.

Prosegue intanto l’assedio di Mariupol. Sono almeno 1.000 i civili che si stanno nascondendo nei rifugi sotto l’acciaieria Azovstal, per lo più donne con bambini e anziani, afferma su Telegram il Consiglio comunale della città portuale. E il sindaco Vadym Boichenko ha detto che circa 40.000 civili sono stati “deportati con la forza” dalla città verso la Russia o le regioni dell’Ucraina controllate dai russi. Numeri che sono stati “verificati attraverso il registro municipale”, ha spiegato il primo cittadino.

Il presidente francese Emmanuel Macron, parlando al canale tv France 5, ha risposto invece a chi gli chiedeva come mai non si rechi a Kiev sull’esempio di altri leader europei. “Ci tornerò, ma per apportare qualcosa di utile: per dimostrare semplicemente il mio supporto non ho bisogno di recarmi lì. Se andrò a Kiev, dovrà essere per fare la differenza”, ha detto Macron aggiungendo di non aver più parlato con il presidente russo Vladimir Putin dalla scoperta delle uccisioni di massa a Bucha e in altre città ucraine.

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Sono saliti intanto a 5.000 i rifugiati ucraini arrivati negli Stati Uniti dall’inizio della guerra, secondo i dati delle autorità americane. La maggior parte è entrata negli Usa tramite i vari programmi varati per accogliere i profughi fuggiti dall’invasione della Russia. Per coloro che sono restati in Ucraina, l’Unicef lancia l’allarme acqua: oltre 4,6 milioni di persone hanno un accesso limitato a questo bene primario a causa della guerra, con oltre sei milioni di persone che lottano ogni giorno per l’accesso all’acqua potabile.

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