Ucraina, gli esperti russi: la perdita dell'incrociatore Moskva è un duro colpo per la Russia

L'icrociatore Moskva è la seconda unità navale russa persa dopo quella del porto di Berdiansk. Un colpo duro per l'orgoglio della flotta di Mosca

Ucraina, gli esperti russi: la perdita dell'incrociatore Moskva è un duro colpo per la Russia
Incrociatore Moskva
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14 Aprile 2022 - 12.18


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La resistenza ucraina è forte, ed è emblematica la perdita dell’incrociatore Moskva, orgoglio della Flotta russa nel Mar Nero, che rappresenta un durissimo colpo per Mosca. Ormai da 50 giorni la Russia sta affrontando la resistenza ucraina, per quella che doveva essere, nei piani di Vladimir Putin, un’invasione lampo. A causa del maltempo sul Mar Nero che oscurano le immagini satellitari, al momento non è possibile confermare l’attuale situazione della nave, gravemente danneggiata da un’esplosione provocata da missili ucraini secondo Kiev, con Mosca che invece parla solo di un incendio.

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Ma esperti consultati dalla Cnn affermano l’esplosione provocata dall’incendio può avere avuto una forza tale da affondarla. Il ministero della Difesa russa afferma di aver evacuato l’equipaggio e non fornisce informazioni su possibili vittime. Qualunque sia stata la causa che ha provocato l’incendio a bordo, gli esperti americani sottolineano come la perdita dell’incrociatore sia un colpo per l’orogoglio nazionale e militare russo.

“Solo la perdita di un sottomarino strategico o del Kutznetsov, l’unica portaerei russa, potrebbe infliggere un colpo peggiore alla morale dei russi ed alla reputazione della loro Marina”, spiega all’emittente americana, Carl Schuster, capitano della Us Navy a riposo che è stato a capo del centro di intelligence congiunto dell
US Pacific Command.

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Lunga 186 metri, con un equipaggio di quasi 500 marinai, l’incrociatore è l’orgoglio della Flotta russa nel Mar Nero. Varata negli ottanta dall’allora Marina sovietica come Slava, la nave è stata ribattezzata Moskva nel 1995 e poi dopo un rimessaggio è rientrata in servizio nel 1998, secondo il sito Naval-Technology.com.

L’incrociatore è armato con missili antinave ed antiaereo, missili torpedo e di difesa missilistica. Questo significa una grande quantità di esplosivi nei suoi depositi di munizioni: ogni tipo di incendio nelle loro vicinanze non ha lasciato molte opzioni all’equipaggio, spiega ancora Schuster. “Quando un incendio raggiunge il deposito di munizioni, si hanno due opzioni, la prima allagarli, la seconda abbandonare la nave – continua – altrimenti l’equipaggio rischia di trovarsi a bordo della nave nel momento di un’esplosione catastrofica”.

Secondo quanto riferito dal governatore della regione di Odessa, Maxim Marchenko, a provocare l’incendio è stato un attacco con missili Neptune: se questo fosse confermato la Moskva sarebbe la più grande nave da guerra messa fuori gioco da un missile, afferma Schuster.

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 La cosa rappresenterebbe un enorme successo per le forze ucraine, tanto più che il Neptune è un’arma di fabbricazione ucraina, sviluppato sulla base del missile cruise sovietico Kh-35, adottata dalle forze ucraine solo lo scorso anno. Secondo il Center for International Maritime Security, sarebbe il suo primo utilizzo noto dall’inizio del conflitto.

Infine, a completare il valore simbolico della vicenda, va ricordato che l’incrociatore Moskva era una delle navi che, nei primi giorni del conflitto, avevano circondato e minacciato di bombardare la piccola isola dei Serpenti, da dove un piccolo manipolo di militari ucraini, alla richiesta russa di arrendersi, risposero mandandoli a quel Paese. Se sarà confermata la perdita del Moskva, sarebbe la seconda unità navale persa dai russi: alla fine di marzo gli ucraini hanno detto di aver colpito e distrutto una nave da sbarco russa nel porto di Berdiansk.

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