Zelensky: "Ho tre richieste oggi per il Consiglio atlantico: armi, armi, armi"

Zelensky che nel suo consueto videomessaggio serale ha insistito: le sanzioni non sono proporzionate alle atrocità commesse a Bucha.

Zelensky: "Ho tre richieste oggi per il Consiglio atlantico: armi, armi, armi"
Invasione russa dell'Ucraina
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7 Aprile 2022 - 09.09


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Il nuovo pacchetto di sanzioni alla Russia decise dall’Occidente “sembra efficace, ma non è abbastanza“. Ne è convinto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky che nel suo consueto videomessaggio serale ha insistito: la misura non è proporzionata alle atrocità commesse a Bucha e che proseguono a Mariupol e Kharkiv.

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Ho tre richieste oggi per il Consiglio atlantico: armi, armi, armi“, ha detto anche il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba al Consiglio atlantico.

“Noi insistiamo – nel chiedere l’embargo al petrolio e al gas russo, la piena disconnessione da swift, i porti chiusi. Spero che non si arrivi a una situazione in cui servono altri shock come Bucha per imporre nuove sanzioni, non posso credere che il popolo ucraino debba soffrire così tanto per convincere i politici europei ad agire”. “Ammiriamo il vostro coraggio e la vostra leadership, tua personale e del tuo Paese, quello che fate ogni giorno ispira il mondo intero”. Lo ha detto Jens Stoltenberg, il segretario generale della Nato, al Consiglio atlantico accogliendo il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba.

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“Gli alleati vi hanno sostenuto e vi hanno dati mezzi di diverso tipo per difendervi. Ma ora serve fornire aiuto ulteriore e sono sicuro che i leader decideranno di consegnare all’Ucraina sistemi anti-aerei, anti carro ma anche armi più pesanti. Questa è un’opportunità per ascoltare la tua analisi e capire come sostenervi meglio”. “Se non c’è un pacchetto davvero doloroso di sanzioni contro la Russia e se non c’è la fornitura delle armi di cui abbiamo un vero bisogno e che abbiamo chiesto molte volte, questo verrà considerato dalla Russia come un permesso. Un permesso ad andare oltre. Un permesso ad attaccare. Un permesso ad avviare una nuova sanguinosa ondata nel Donbass”, ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in un video di questa notte.

Ma non solo: il leader ucraino guarda al suo Paese devastato e non può fare a meno di pensare al futuro, che per essere possibile deve inevitabilmente passare per una ripresa economica: “Dobbiamo fare tutto il possibile per ripristinare il lavoro delle aziende locali, le attività commerciali e ristabilire le piccole e medie imprese sul nostro territorio là dove è sicuro e possibile lavorare”, ha detto, mantenendo però il dito puntato contro Mosca che, ha insistito, non vuole che nulla venga visto prima che prendano il controllo della città, prima che la ripuliscano”. Il riferimento è alla città di Mariupol, assediata da oltre un mese, che “al momento è l’inferno”, ha continuato, “Non riusciranno a nascondere migliaia di persone. Il mondo ha visto la vera situazione. E’ stato visto ciò che è stato fatto all’Ucraina”. Una ‘città martire’ Mariupol, distrutta per il 90%, e secondo il suo sindaco, Vadim Boychenko, il 40% del territorio urbano “non è più ricostruibile”.

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