Andriy Yermak, capo dell’ufficio della presidenza ucraina, che insieme al presidente Zelensky si è recato oggi a Bucha, ha definito la città ucraina vittima di un massacro russo “il processo di Norimberga per Putin e tutti i criminali russi. Li troveremo tutti. Nessun termine di prescrizione”.
“Non ci sono parole quando si vedono i crimini commessi dai russi. Ho camminato per le strade di Bucha, questa città un tempo bellissima, sentendo una profonda devastazione: sono morte molte persone, i russi hanno distrutto le loro case e paralizzato le loro vite. Lo vedi sui volti delle persone che sono riuscite a sopravvivere. Alcuni di loro non riescono nemmeno a parlare di tutto l’orrore che hanno visto”, scrive Yermak.
“A Bucha, Irpin e Hostomel vivevano molti giovani, la classe media, la generazione di ucraini consapevoli, i nostri figli. I russi volevano distruggere tutto. Non ci sono riusciti e non ci sconfiggeranno. I sobborghi di Kiev torneranno presto a vivere. Ricostruiremo le nostre città”, promette il capo dell’ufficio della presidenza ucraina.
“Trasmetteremo i fatti e le prove delle torture di massa e degli omicidi di ucraini alla Corte penale internazionale. Questo sarà un caso di genocidio e in Ucraina funzionerà uno speciale meccanismo di giustizia per indagare sui crimini russi”, spiega Yermak, chiedendo “sanzioni severe contro la Russia”, cioè “un embargo sulle risorse energetiche”.
