I Balcani sono diventati il grande focolaio covid d'Europa: picchi casi e morti

Il caso della Slovenia e poi Romania e Bulgaria, Paesi che registrano i tassi di vaccinazione più bassi in tutta la Ue.

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4 Novembre 2021 - 17.49


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Situazione drammatica.

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 Tutti i Paesi dei Balcani sono interessati da una forte ripresa della pandemia. La Slovenia ha registrato un nuovo record di contagi da coronavirus, con 4.511 nuovi casi nelle ultime 24 ore, il numero più alto in un sol giorno dall’inizio della pandemia.

 I decessi da ieri sono stati 9. 

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Come hanno reso noto le autorità sanitarie a Lubiana, la percentuale di positivi sui test effettuati è risultata altissima, al 44%. I casi attivi nel Paese sono 32.021, e attualmente ci sono 735 pazienti ricoverati con il Covid-19, fra i quali 169 nei reparti di terapia intensiva, 10 in più rispetto al giorno precedente. Fra i ricoverati ordinari anche un neonato con meno di un anno, mentre il più  giovane paziente in terapia intensiva ha 21 anni.

 Nonostante il preoccupante e costante aumento dei contagi, la vaccinazione prosegue a rilento. Fra gli over 18 è stato vaccinato il 63% della popolazione con entrambe le dosi, il 67% con almeno una dose.

La situazione epidemiologica resta critica in tutta la regione balcanica, con l’emergenza che colpisce in particolare Romania e Bulgaria, Paesi che registrano i tassi di vaccinazione più bassi in tutta la Ue.

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 In Romania nelle ultime 24 ore i contagi sono stati quasi 9 mila, con 489 morti, e nel Paese il sistema sanitario è al collasso, con le terapie intensive sature e decine di malati gravi trasferiti in ospedali all’estero, in prevalenza Ungheria, Polonia e Germania.

Nuovo record di contagi giornalieri anche in Croazia, dove nelle 24 ore si sono registrati 6.310 casi. 

Nella capitale Zagabria ben il 56% dei test effettuati è risultato positivo, anche questo un record. 

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Quasi 5 mila i contagi da ieri in Bulgaria, dove i decessi sono stati 135, mentre la Serbia ha registrato 6.126 nuovi casi e 64 morti. La gran parte dei malati e dei decessi riguarda persone non vaccinate.

In tutti i Paesi dei Balcani la vaccinazione anticovid procede a rilento, con percentuali molto basse in Romania e Bulgaria (intorno al 30%), mentre gli immunizzati in Serbia e Croazia non superano il 50%-55%. 

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