Cop26, l'accusa degli attivisti dell'Amazzonia: "Sulla deforestazione non siamo stati coinvolti"

"Questo è un accordo dei governi. Non siamo stati ascoltati", ha affermato il leader indigeno Kretã Kaingang, coordinatore dell'Articolazione della popolazione indigena del Brasile.

Kretã Kaingang
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2 Novembre 2021 - 16.40


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Le organizzazioni indigene e gli attivisti giunti a Glasgow dall’Amazzonia per partecipare al Cop26 stanno accusando di non essere stati coinvolti nei negoziati per l’accordo sullo stop alla deforestazione entro il 2030: “Questo è un accordo dei governi. Non siamo stati ascoltati”, ha affermato il leader indigeno Kretã Kaingang, coordinatore dell’Articolazione della popolazione indigena del Brasile. “Si tratta di finanziamenti per la riduzione della deforestazione, ma in Brasile abbiamo proposte di legge in discussione al Congresso nazionale, sostenuto dal governo di Bolsonaro, che consentono l’estrazione, la deforestazione e l’utilizzo delle terre indigene per la produzione agricola”, ha spiegato ancora. “Per noi questo non va bene. Gli accordi dovrebbero essere costruiti con il coinvolgimento delle leadership indigene in tutto il Brasile. Questa conversazione non è avvenuta”. Per Kaingang, l’accordo internazionale sulle foreste “premia” il governo di Bolsonaro, che sta “distruggendo” l’Amazzonia e riducendo le terre indigene.

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