Il Sudan ripiomba nel caos: i militari che hanno preso il potere sparano sui manifestanti

Medici: 'Tre morti e oltre 80 feriti negli scontri'. Arrestati importanti leader del governo di transizione, quasi oscurate le telecomunicazioni

Proteste in Sudan contro il regime militare
Proteste in Sudan contro il regime militare
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26 Ottobre 2021 - 10.27


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Il fragilissimo governo democratico messo faticosamente in piedi negli ultimi 3 anni in Sudan è stato spezzato da un soffio di vento.
Colpo di Stato in Sudan, dove i militari hanno arrestato il primo ministro Abdallah Hamdok, oltre ad alcuni membri civili del consiglio sovrano di transizione e un certo numero di ministri. L’ufficio di Hamdok ha invitato la popolazione a scendere in piazza.
“Chiediamo al popolo sudanese di protestare usando tutti i mezzi pacifici possibili…
per riprendersi la rivoluzione dai ladri”, ha scritto l’ufficio di Hamdok in una nota.
I militari hanno sparato sui manifestanti. Il generale Abdel Fattah al-Burhan, presidente del Consiglio militare di transizione, ha dichiarato che “l’esercito assicurerà il passaggio democratico fino all’attribuzione del potere a un governo eletto” e ha annunciato un coprifuoco, lo scioglimento del consiglio dei ministri e del consiglio sovrano e la creazione di un governo di “persone competenti”.
Il Comitato dei medici sudanesi segnala “tre morti e più di 80 feriti” negli incidenti seguiti al colpo militare, riferisce un tweet di Al Jazeera. “Due anime rivoluzionarie si son levate in cielo dopo essere state abbattute dalle forze del golpe del consiglio militare”, ha affermato sulla propria pagina Facebook il Comitato centrale dei medici del Sudan, un sindacato indipendente di sanitari, riferendo che c”è anche “un gran numero di feriti, più di 80”.


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“Munizioni vere”
Il ministero dell’Informazione sudanese ha confermato che forze armate hanno sparato contro manifestanti “che rifiutavano il colpo di stato militare” a Khartoum: l’esercito ha usato “munizioni vere” contro i contestatori fuori dal quartier generale dell’esercito nel centro di Khartoum, cui l’accesso è impedito da blocchi di cemento e militari da diversi giorni, ha aggiunto il ministero sul proprio account Facebook.
Limitato accesso alle telecomunicazioni
Militari non meglio indentificati hanno assediato l’abitazione del primo ministro del Sudan, dichiarandolo agli arresti domiciliari. lo riferisce Al Hadath TV, citata da al Jazeera. Poi, il ministero dell’Informazione in una nota, avverte che “dopo aver rifiutato di sostenere il golpe, le forze armate hanno arrestato il primo ministro Abdallah Hamdok e lo hanno portato in un luogo non identificato”. Risultano arrestati anche i ministri dell’Industria e dell’Informazione e un consigliere del premier. “L’accesso alle telecomunicazioni è stato limitato” – fa sapere al Jazeera da Khartum – “quindi è molto difficile ottenere informazioni su cosa stia succedendo”. 
La ministra degli Esteri sudanese Mariam al-Mahdi, leader del partito islamista moderato “Umma”, ha dichiarato che “qualsiasi colpo di Stato viene respinto, resisteremo con ogni mezzo civile”. Lo scrive un tweet della tv Al Arabiya. Mariam è figlia di Sadiq al -Mahdi, leader dell’opposizione ed ex primo ministro del Sudan.
Le reazioni 
Gli Usa sono “profondamente allarmati” dalle notizie sul colpo di Stato in Sudan e “chiedono l’immediato rilascio del primo ministro e delle altre persone che sono state arrestate”: lo ha detto un portavoce della Casa Bianca. “Le azioni di oggi sono in duro contrasto con la volontà del popolo sudanese e le sue aspirazioni di pace, libertà e giustizia”, ha sottolineato il portavoce, aggiungendo che “gli Stati Uniti continuano a sostenere fortemente la domanda del popolo sudanese per una transizione democratica”. Gli Usa sospendono gli aiuti al Sudan dopo il colpo di stato, ha annunciato il portavoce del dipartimento di stato americano Ned Price. “Il governo transitorio a guida civile dovrebbe essere immediatamente ripristinato e rappresentare la volonta’ del popolo”, ha detto.
“La Francia condanna con massima fermezza il tentativo di colpo di Stato in Sudan. Esprimo il nostro sostegno al governo di transizione sudanese e chiedo la liberazione immediata e il rispetto dell’integrità del primo ministro (Abdallah Hamdok) e dei dirigenti civili”: lo scrive in un tweet il presidente francese, Emmanuel Macron.
L’Unione Europea chiede il “rilascio” dei civili messi in detenzione in queste ore e fa appello “con urgenza, ad evitare violenze e spargimenti di sangue”. E’ quanto dichiara una portavoce della commissione Ue soffermandosi, nel corso briefing quotidiano, sul colpo di Stato in Sudan. “C’è molta preoccupazione” in merito alla situazione, spiega la portavoce.
“Condanno il colpo di stato militare in corso in Sudan. Il primo ministro Abdalla Hamdok e tutti gli altri funzionari devono essere rilasciati immediatamente”. Lo ha detto il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres. In un messaggio su Twitter ha sottolineato che “deve esserci il pieno rispetto della carta costituzionale per proteggere la transizione politica faticosamente conquistata”, assicurando che le Nazioni Unite “continueranno a stare dalla parte del popolo del Sudan”.
La Farnesina esprime in un nota preoccupazione per le notizie che giungono da Khartoum (Sudan). Da parte italiana si auspica che, con il contributo di UE, UA ed organismi regionali africani, si possa tornare al più presto allo spirito del processo di transizione democratica in Sudan, sostenuto dalla Comunità Internazionale.

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