In Europa i pregiudizi antisemiti presenti soprattutto in Grecia e nell'Europa dell'Est

I risultati di un sondaggio condotto in 16 stati pubblicato martedì 12 ottobre per la conferenza annuale dell'Associazione ebraica europea (Eja).

Ebrei

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globalist 12 ottobre 2021

Gli stereotipi e le voci contro gli ebrei (di cui ultimamente ne sappiamo qualcosa anche in Italia) sono presenti in alcuni paesi più che in altri, e non stupisce che alcuni di questi stati siano governati da delle potenze estremiste.

Grecia, Polonia e Ungheria sono i paesi europei in cui il pregiudizio antisemita è più diffuso, rileva un sondaggio condotto in 16 stati pubblicato martedì 12 ottobre per la conferenza annuale dell'Associazione ebraica europea (Eja).

Secondo questo sondaggio commissionato dalla Action and Protection League (APL), organizzazione partner dell'Eja, più di un terzo di greci e polacchi (36%) e il 30% degli ungheresi intervistati ritengono che "gli ebrei non saranno mai in grado di integrarsi pienamente nella società".

La credenza in una "rete ebraica segreta che influenza gli affari politici ed economici nel mondo" è condivisa dal 58% dei greci, dal 39% degli ungheresi e dal 34% degli slovacchi intervistati.

Circa il 36% dei greci, il 27% degli ungheresi e il 23% dei polacchi intervistati nutrono "sentimenti piuttosto negativi" nei confronti degli ebrei, una percentuale dell'11% in Germania, dell'8% in Francia e che scende al 3% in Svezia e nel Regno Unito, e 2% nei Paesi Bassi. Questi tre Paesi del nord Europa sono anche quelli dove la relativizzazione dell'Olocausto è meno forte, secondo il sondaggio che conta 70 domande.

"I risultati inquietanti dell'indagine mostrano che l'antisemitismo è profondamente radicato in Europa", ha affermato il rabbino Menachem Margolin, presidente dell'Eja, che prevede di adottare alla sua conferenza un piano d'azione in 10 punti. Il presidente del Concistoro Centrale di Francia e del Centro europeo dell'ebraismo, Joël Mergui, ha denunciato attacchi alla libertà di culto ebraico, in particolare facendo riferimento a una sentenza della Corte costituzionale belga di vietare la macellazione rituale senza previo stordimento.
"Se non possiamo più mangiare kosher, se non possiamo più circoncidere i nostri figli, se non possiamo più rispettare le nostre tradizioni, non abbiamo più futuro nei paesi che ce lo impediscono", ha avvertito.

L'indagine è stata condotta dall'istituto Ipsos a dicembre 2019 e gennaio 2020 in Germania, Austria, Belgio, Francia, Grecia, Ungheria, Italia, Lettonia, Paesi Bassi, Polonia, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Spagna, Svezia e Regno Unito.