I no-vax incitano alla violenza: in Australia l'antiterrorismo in campo contro i negazionisti

Scott Lee si è impegnato a reprimere duramente gli attivisti teorici della cospirazione che invitano alla resistenza violenta

Covid, Australia
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4 Agosto 2021 - 10.06


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Il capo dell’antiterrorismo in Australia, vice commissario della polizia federale Scott Lee, si è impegnato a reprimere duramente gli attivisti teorici della cospirazione che invitano alla resistenza violenta alle vaccinazioni e ai lockdown, mentre si registra un’impennata di minacce di morte online contro leader politici e autorità sanitarie.
“Stiamo monitorando attentamente l’ambiente online ed entriamo in azione appena vediamo commenti con il potenziale di commettere violenze”, ha detto Lee al quotidiano The Australian.
“Siamo profondamente preoccupati per il moltiplicarsi di tali comunicazioni nell’ambiente online, e per l’impatto del Covid-19 e dei lockdown sulla salute mentale delle persone”, ha aggiunto l’alto funzionario.
Le autorità temono che le teorie della cospirazione online stiano diventando minacce terroristiche nel mondo reale, specie dopo l’arresto due giorni fa di un uomo di Perth che in un video, condiviso oltre 100 mila volte, mostrava il commissario della polizia federale Reece Kernshaw che parlava di rovesciare il governo federale.
Il video sostiene di mostrare Kernshaw che indicava come i leader politici sarebbero stati arrestati e rimossi dall’incarico.
Il commissario Lee ha detto che la polizia ha agito con urgenza perché l’uomo arrestato era in possesso di armi.
La decisione di mandare 300 militari in alcune aree periferiche di Sydney per sostenere la polizia nel far osservare le restrizioni del lockdown, è stata accolta con fiera resistenza da gruppi attivisti online, con false notizie secondo cui i militari costringono i residenti a essere vaccinati.
Un post molto diffuso riferisce che nel quartiere multiculturale di Fairfield i soldati “vanno porta a porta con il vaccino in mano, ordinando a tutti nella casa di uscire e lasciando telefonini in casa”.
Altri post mostrano foto di un carro armato dell’esercito in strada per imporre il lockdown.
L’immagine è in realtà di un pezzo di museo, di un carro armato che prendeva parte a una parata nel 2014.
Molti post sul sito ristretto Telegram contengono inoltre minacce di morte contro il primo ministro Scott Morrison e altri esponenti politici.

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