Lui fa la vittima. Ma al momento i fondi Ue sono fermi perché il premier ungherese, così attivo per discriminare la comunità Lgbtqi, è molto più lassista nei confronti della corruzione.
Il premier ungherese Viktor Orban, nel riconoscere che i pagamenti dei fondi europei che “spettano all’Ungheria” saranno ritardati di mesi, e forse non arriveranno affatto, ritiene che il motivo alla base della decisione dell’Ue sia la controversia “politica e ideologica” tra Budapest e Bruxelles sulla legge anti-Lgbtq.
Lo ha detto Orban parlando con i media locali.
“La Commissione europea, sotto la pressione del Parlamento europeo, ritarda l’approvazione del piano ungherese di ripresa e resilienza a causa della controversia politica a proposito della legge sulla tutela dei minori. I pagamenti dei fondi in base al piano spettano all’Ungheria, ma il governo li accetterà solo se la Commissione non solleverà condizioni non applicate ad altri Paesi membri, e se l’Ue rispetterà i diritti dei genitori nell’educazione sessuale dei figli”, sostiene anche una risoluzione del governo ungherese.
Budapest comunque intende avviare lo stesso i programmi previsti con quei fondi, “sia se i pagamenti europei arriveranno, sia se non arriveranno”.
La Commissione europea ha motivato il ritardo dell’approvazione del Pnrr ungherese non a per la legge anti-Lgbtq ma per la mancanza di trasparenza degli appalti e per le incertezze nel sistema giuridico e di controllo delle spese.
