Il deputato John Bercow passa dai Tory ai Labour e critica Johnson: "Xenofobo e populista"
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Il deputato John Bercow passa dai Tory ai Labour e critica Johnson: "Xenofobo e populista"

L'ex speaker della Camera dei Comuni: "Sono giunto alla conclusione che questo governo dev’essere sostituito. La realtà è che il partito laburista è il solo poter ottenere quel risultato".

John Berkow
John Berkow
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20 Giugno 2021 - 14.34


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Un passaggio storico tra i due partiti storici in Inghilterra: John Bercow, il deputato Conservatore già speaker della Camera dei Comuni (celebre il suo richiamo all’ordine gridato, ‘Order!’) lascia i Tory, nelle cui fila militava da quando aveva 17 anni, per unirsi ai Laburisti.

E lo fa con un durissimo attacco al premier Boris Johnson e al suo ormai ex partito che definisce “reazionario, populista, nazionalista e alle volte anche xenofobo”.

In un’intervista al domenicale Observer, Bercow – che nel 2019 ha lasciato la carica di presidente della Camera dei Comuni dopo 10 anni – spiega di essersi iscritto al partito laburista qualche settimana fa, in quanto ne condivide i valori e lo considera l’unico capace di estromettere i Tory dal governo.

 “Io sono motivato dal loro sostegno all’eguaglianza, alla giustizia sociale e all’internazionalismo. E’ il marchio del Labour – spiega – Sono giunto alla conclusione che questo governo dev’essere sostituito. La realtà è che il partito laburista è il solo poter ottenere quel risultato. Non ci sono altre opzioni credibili”.
Bercow non risparmia sferzate al premier: Johnson dice di voler “riequilibrare” la società – attacca – ma non ha interesse per chi è meno privilegiato di lui.

“Ed è profondamente vergognoso” il taglio deciso sugli aiuti internazionali ai paesi poveri, aggiunge. “È bravo a fare campagna elettorale, ma è un pessimo governante. Non credo abbia una visione per una società più equa, desiderio di incrementare la mobilità sociale o di far star meglio chi è meno fortunato di lui. E credo che la gente sia sempre più stanca delle bugie, degli slogan vuoti, dei fallimenti nel mantenere le promesse”.

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