Trump il negazionista attacca sul Covid: "La Cina deve pagare, i comunisti sono responsabili"

Alla convention repubblicana nel North Carolina il miliardario ha rilanciato il complottismo anti-Pechino

Trump in North Carolina
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6 Giugno 2021 - 08.30


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Avalla l’ipotesi complottista, e non si poteva chiedere diversamente, Donald Trump, visto il suo passato disastroso alla Casa Bianca nella battaglia contro il Coronavirus.

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Con Biden fortunatamente si è visto il cambio di passo, ma lo xenofobo Donald torna con le sue battaglie.

L’ex presidente chiede i danni alla Cina per il Covid-19 e irrompe a gamba tesa nel dibattito già infuocato sulle origini del coronavirus.

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“E’ arrivato il momento, per l’America e per il mondo, di chiedere riparazioni e di ritenere responsabile il Partito comunista cinese. La Cina deve pagare, deve pagare”, dichiara The Donald durante la convention repubblicana della Carolina del Nord, a Greenville, una prova generale (su scala ridotta) del suo ritorno in pista con i Maga rally della campagna d’estate.

“Anche i media democratici lo dicono” –  “Ora anche i media e i democratici stanno ammettendo che l’origine del virus è in un laboratorio del governo cinese”, afferma l’ex presidente che per primo ha sostenuto questa teoria, subito scartata dalla maggioranza degli scienziati (compreso il virologo Anthony Fauci) e dall’Organizzazione mondiale della sanità (che ancora all’inizio dell’anno la definiva “altamente improbabile”).

Un’ipotesi, quella della fuga dal laboratorio, che sta guadagnando sempre più slancio.

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Joe Biden ha ordinato agli 007 di indagare, Fauci vuole vedere le cartelle cliniche dei ricercatori di Wuhan che si sono ammalati nel novembre del 2019 ed è giallo sul perché abbiano aspettato fino a ora.

Per Trump, Pechino dovrebbe pagare 10.000 miliardi di dollari mentre tutti i Paesi che devono soldi alla superpotenza asiatica dovrebbero vedere il loro debito azzerato “come anticipo sulle riparazioni”.

“Un conto da 10mila miliardi” – Le nazioni del pianeta “dovrebbero essere unite nel presentare alla Cina un conto da 10.000 miliardi di dollari per compensare i danni che ha provocato – insiste Trump guadagnandosi una standing ovation – i danni sono molto, molto maggiori”.

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Quanto a Fauci, “ha sempre sbagliato”, sostiene l’ex capo della Casa Bianca che rivendica il merito del successo dei vaccini, “Fauci è un grande promoter, un pessimo medico ma un grande promoter, gli piace andare in tv più che a tutti i politici in questa sala”.

Ovviamente non risparmia Joe Biden, accusato di “distruggere il paese” con le politiche “più radicali della storia americana” sull’immigrazione, le armi, con la “cancel culture”.

Ma “ci riprenderemo il Paese”, assicura l’ex comandante in capo, pronto a guidare il partito alla vittoria alle elezioni di metà mandato del 2022, con la riconquista di Camera e Senato, mentre lui guarda “con impazienza” al 2024, quando potrebbe ricandidarsi alla presidenza.

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Esclude di candidarsi per un posto in Senato invece la nuora e advisor Lara Trump, che lo ha accompagnato a Greenville.

L’ex presidente annuncia dunque il suo endorsement per il repubblicano Ted Budd, 49 anni. “Ma non significa che in futuro non possa decidere di entrare in campo”, precisa Lara, prima di lasciare di nuovo la scena a Trump, salito sul palco (davanti a un migliaio di ospiti paganti) sulle note di “God Bless The Usa” proprio come ai Maga rally.

 

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