La guerra crudele di Gaza mentre Salvini ha le smanie di onnipotenza da Papeete

Nel terribile conflitto tra israeliani e palestinesi la tragica morte di donne e bambini. Netanyahu vuole la guerra totale

Raid israeliani a Gaza

Raid israeliani a Gaza

Nuccio Fava 18 maggio 2021
di Nuccio Fava

Nel terribile crudele conflitto israelo-palestinese non si contano più le vittime. Anche donne e bambini, in maggior misura dalla parte di Gaza, data la sproporzione delle forze in campo. Specie per i massicci bombardamenti aerei israeliani che martellano Gaza anche di notte.
Risposta sproporzionata al lancio di missili da parte di Gaza, lancio che offre un comprensibile pretesto e scusante a Netanyahu sempre più orientato per una guerra totale.
Purtroppo le sollecitazioni numerose che chiedono una tregua – anche da parte del segretario dell’Onu e del Papa - non trovano ascolto e la spirale bellica prosegue inesorabile.                                      
Sul nostro fronte interno i timori per le importanti decisioni da assumere con al centro il tema delle aperture e degli impegni da assumere al centro e nelle regioni ci sono risolti positivamente.
L’azione efficace e intelligentemente mediatrice del presidente del Consiglio, il suo metodo di lavoro, il coinvolgimento pieno di tutti i ministri, oltre ovviamente delle regioni e degli enti locali, sulla base dei dati scientifici e della confermata scelta di procedere con ragionevolezza e cautela hanno consentito un percorso complessivamente qualificato che ha prodotto un buon risultato.
Con la determinazione di riaprire il prima possibile secondo criteri di sicurezza e gradualità sempre più ampia.
Tenendo sotto controllo gli sviluppi degli ulteriori miglioramenti della campagna vaccini che ha già raggiunto buoni e promettenti risultati.
Ultimo dato positivo e per nulla secondario, il conseguente sgonfiarsi dell’ennesimo editto del capo leghista e della sua minaccia di fare fuoco e fiamme se non si fosse aperto tutto e subito.
Con grande sensibilità di statista lungo una coerente impostazione dava sostanzialmente il buon servito a Draghi, candidandolo generosamente a succedere a Mattarella.
Con un contemporaneo non meno presuntuoso progetto di bloccare tutte le riforme assegnandosi il ruolo principale ed esclusivo di massimo decisore del destino di tutti.
La sentenza di Catania deve avere ingigantito la sua smania di onnipotenza , rafforzata dal sostegno giuridico e politico della sua avvocata – onorevole.
Tornava quindi in mente l’estate del Papeete che a parte il clamore mediatico a cui il leader leghista sta sempre attentissimo, non ha però portato bene al gran condottiero né rispetto alla sua esperienza nel governo Conte e alle non eccellenti condizioni di convivenza e di prospettive del centro destra.