I poveri restano poveri: "Purtroppo un quarto della popolazione mondiale non riceverà il vaccino fino al 2022"

La metà (51%) di queste dosi andrà ai Paesi ricchi, che rappresentano il 14% della popolazione mondiale

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16 Dicembre 2020 - 10.50


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Si tratta di cifre imponenti. Circa un quarto della popolazione mondiale non avrà accesso al vaccino anti-Covid almeno fino al 2022: a sottolinearlo è uno studio pubblicato sul British Medical Journal (The BMJ), che approfondisce il tema delle sfide logistiche legate al programma globale di vaccinazione per combattere il virus.
Un secondo studio pubblicato sulla stessa rivista stima che 3,7 miliardi di adulti in tutto il mondo sono disposti a essere vaccinati, evidenziando l’importanza di progettare strategie corrette ed eque per garantire che l’offerta possa soddisfare la domanda, in particolar modo nei Paesi a basso reddito.
Un primo studio, portato avanti dai ricercatori della Johns Hopkins University ha analizzato le scorte di vaccini che i Paesi hanno prodotto ancor prima che fossero approvati dagli organismi ufficiali in Europa e negli Stati Uniti. Alla data del 15 novembre, 7,48 miliardi di dosi, o 3,76 miliardi di trattamenti, erano già state richieste a 13 produttori dei 48 candidati vaccini covid-19 che stanno completando (o hanno già terminato) gli studi clinici.
La metà (51%) di queste dosi andrà ai Paesi ricchi, che rappresentano il 14% della popolazione mondiale e il resto ai paesi poveri, che ospitano l′85% della popolazione mondiale. Se tutti questi vaccini candidati venissero sperimentati con successo, la capacità di produzione totale prevista sarebbe di 5,96 miliardi di dosi entro la fine del 2021, con prezzi compresi tra 4,90 e 60,8 euro per dose. Fino al 40% dei trattamenti vaccinali completi di questi produttori potrebbe essere per i Paesi a reddito inferiore, anche se ciò dipenderà dalla solidarietà dei paesi ricchi e che condividono parte delle loro riserve con i Paesi con minori risorse e dal fatto che Stati Uniti e Russia si uniscono agli sforzi coordinati a livello globale.
Ma anche se questi produttori di vaccini raggiungessero la loro massima capacità di produzione, almeno un quinto della popolazione mondiale non avrebbe ai vaccini fino al 2022, conclude lo studio. Un’altra ricerca, condotta da centri in Cina, esamina le popolazioni bersaglio dei vaccini per aiutare a mappare strategie globali di allocazione eque. Il numero finale di destinatari di questo vaccino dipenderà e varierà notevolmente a seconda della regione geografica, degli obiettivi della vaccinazione (come il mantenimento dei servizi di base essenziali, la riduzione dei casi di Covid-19 e l’interruzione della trasmissione del virus) e l’impatto della riduzione della domanda globale.
Al momento si stima che il 68% della popolazione mondiale (3,7 miliardi di adulti) sia disposta a essere vaccinata, dati che aiuteranno a stabilire le priorità nell’assegnazione dei vaccini “a livello globale, regionale e nazionale”. Sebbene entrambi gli studi si basino su stime, gli autori sottolineano che sono sufficienti per “illustrare la portata e la grande complessità della produzione, acquisto, distribuzione e somministrazione di vaccini per soddisfare la domanda globale e farlo in modo equo tra Paesi e popolazioni” . Inoltre, in un editoriale pubblicato sulla stessa rivista, Jason Schwartz, dell’Università di Yale, sottolinea che molti Paesi hanno già dimostrato il loro impegno per un accesso globale equo ai vaccini covid-19 acquistando tramite il servizio Covax, che destina parte del pagamento ai vaccini per i Paesi più poveri.
Tuttavia, avverte che la distribuzione soddisfacente ed equa dei vaccini “richiede un coordinamento globale senza precedenti e un impegno costante di risorse finanziarie, logistiche e tecnici – provenienti da Paesi ad alto reddito ”.

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