I repubblicani della Pennsylvania chiedono di bloccare lo spoglio dei voto per posta

La mossa arriva dopo che le autorità dello Stato hanno affermato, spiega la Cnn, che i milioni di schede del voto per posta finora sono state scrutinate sono arrivate prima dell'Election Day

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6 Novembre 2020 - 20.30


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I repubblicani della Pennsylvania hanno chiesto alla Corte Suprema di intervenire per bloccare lo spoglio dei voti per posta arrivati dopo l’Election Day. La mossa arriva dopo che le autorità dello Stato hanno affermato, spiega la Cnn, che i milioni di schede del voto per posta finora sono state scrutinate sono arrivate prima dell’Election Day, mentre quelle arrivate dopo finora sono state tenute separate e ancora non scrutinate.

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Nel loro ricorso alla Corte Suprema, i repubblicani mettono in dubbio che le autorità democratiche dello stato stiano effettivamente mettendo da parte queste schede.
“Considerato il risultato delle elezioni del 3 novembre, il voto della Pennsylvania potrebbe determinare chi sarà il prossimo presidente degli Stati Uniti ed attualmente non è chiaro – si legge nel ricorso – se tutte le 67 commissioni elettorali delle contee stanno mettendo da parte le schede arrivate in ritardo”.
La segretario di Stato della Pennsylvania, Kathy Boockvar, aveva già dato indicazioni di mettere da parte le schede arrivate dal 4 novembre ad oggi, visto che vi era già un ricorso legale. Si tratta comunque, sottolineano dalla Pennsylvania, di poche migliaia di schede che molto difficilmente potrebbero avere un impatto sul risultato elettorale.
Pennsylvania, giudice ordina il blocco delle schede provvisorie
Nella corsa elettorale presidenziale, un giudice dello Stato della Pennsylvania ha ordinato il blocco delle schede di voto provvisorie (le schede usate per registrare un voto quando è incerto il diritto a votare dell’elettore, perché non risulta sulle liste elettorali; tutti gli Stati devono usarle dal 2002). Secondo la corte, le schede devono essere tenute separate per determinare se sono valide e possono essere conteggiate.
La questione è tecnica. La sentenza riguarda l’esposto di un gruppo di repubblicani della Pennsylvania, fra cui il deputato Mike Kelly, che vorrebbe bloccare quelli che considerano voti irregolari e che hanno accusato la segretaria di Stato della Pennsylvania, Kathy Boockvar, di aver dato istruzioni prima del 3 novembre alle autorità di contea di identificare gli elettori le cui schede erano già state annullate, in modo che i partiti potessero contattare gli elettori e farli andare a votare di persona usando una scheda provvisoria.
E’ incerto quanti voti riguardi la sentenza della corte della Pennsylvania, che potrebbe bloccare per ora e forse invalidare voti a favore di Joe Biden. I repubblicani hanno presentato numerose denunce sul conteggio delle schede elettorali in questo Stato cruciale, coi suoi 20 grandi elettori, per il risultato. Vincendo la Pennsylvania, dove è in vantaggio, il democratico Joe Biden supererebbe la soglia della maggioranza (270 grandi elettori).

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