La protesta delle studentesse francesi contro l'abbigliamento "corretto" richiesto dal ministro

"Basta vestirsi normalmente e andrà tutto bene", aveva detto Blanquer cercando di placare le polemiche sui rigidi regolamenti dʼistituto in fatto di abiti.

La protesta delle ragazze

La protesta delle ragazze

globalist 16 settembre 2020
E' in minigonna, con scollatura o con l'ombelico in vista che - rispondendo all'appello sui social network - molte adolescenti e liceali francesi hanno sfidato "l'abbigliamento corretto" imposto da gran parte dei regolamenti degli istituti scolastici, da loro definiti "sessisti". A ribadire la linea lo stesso ministro dell'Educazione Blanquer ("Basta vestirsi normalmente e andrà tutto bene") nel vano tentativo di abbassare i toni. Ma con le temperature più alte del solito, l'abbigliamento autunnale delle studentesse francesi si è alleggerito e il web negli ultimi giorni si è arricchito di testimonianze e storie di scuole che hanno rifiutato l'accesso a chi indossava vestiti giudicati provocanti.

Secondo le regole dell'Educazione nazionale, il controllo dell'abbigliamento spetta a ciascun istituto con il proprio regolamento, ma resta un grande spazio di discrezionalità.


Così molte studentesse si sono fatte selfie prima di entrare a scuola, postando le foto sui social.
Sono spuntati, uno dopo l'altro, hashtag come #liberationdu14 #Lundi14Septembre #14septembre per invitare le ragazze a presentarsi in classe vestite a loro piacimento.


Il movimento sembra aver preso forza dopo l'episodio al Museo d'Orsay, costretto a porgere le scuse a una ragazza bloccata all'ingresso a causa della sua scollatura. Ad appoggiare il movimento e' intervenuta anche la popolare cantante Angèle.


Il ministro dell'Educazione Jean-Michel Blanquer ha invocato "una posizione di equilibrio e buon senso". "Basta vestirsi normalmente - ha tagliato corto - e tutto andrà bene".