Suprematisti bianchi liberi di chiamare alle armi su Facebook: Zuckerberg ammette l'errore
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Suprematisti bianchi liberi di chiamare alle armi su Facebook: Zuckerberg ammette l'errore

Per giorni non è stata rimossa la pagina di una milizia che chiamava i civili armati a difendere le strade di Kenosha, Wisconsin, dalla ribellione di Black Lives Matter.

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29 Agosto 2020 - 09.20


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I criteri di Facebook per valutare le segnalazioni e le cosiddette ‘violazioni delle regole della community’ sono spesso oggetto di critiche; il 28 agosto è stato il fondatore in persona Mark Zuckerberg ad ammettere un errore, la mancanza rimozione di una pagina di una milizia che chiamava i civili armati a difendere le strade di Kenosha, Wisconsin, dalla ribellione di Black Lives Matter.

Kenosha è la cittadina alla periferia di Milwaukee dove un agente bianco ha sparato a un uomo nero disarmato, colpendolo alle spalle a distanza ravvicinata sotto gli occhi di tre dei suoi figli; Jacob Blake resterà paralizzato. La città da allora ha conosciuto notti di rivolta; martedì due persone sono state uccise a colpi d’arma da fuoco, e il colpevole è stato identificato come un diciassettenne bianco, Kyle Rittenhouse, sostenitore di Donald Trump.

Facebook ha rimosso la pagina della sedicente “Kenosha Guard” e l’evento “Armed citizens to protect our life and property”, ma solo dopo i due omicidi di martedì.

Zuckerberg è apparso in camicia azzurra, cupo e un po’ esitante. Ha detto fra l’altro che la pagina e l’evento violavano le regole della community di Facebook, e che avrebbero dovuto essere rimossi dopo le segnalazioni ricevute dal social netwrork. Per il Ceo, si è trattato “in larga parte di un errore operativo”.

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