La Croazia ammette: "Covid-19 circola ma abbiamo scelto di mandare avanti il turismo"

Il ministro della Sanità, Vili Beros: "Abbiamo accettato il rischio, Senza turismo, uno dei settori chiave per la Croazia, sarebbe stato molto peggio". E i focolai di ritorno?

Covid in Croazia
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15 Agosto 2020 - 14.38


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Prima il business e poi la salute. I croati lo hanno ammesso sinceramente ma è altrettanto vero che tanti vacanzieri di ritorno da quel paese portano infezioni una volta tornati a casa, dando vita a nuovi focolai.
La Croazia, con poco più di quattro milioni di abitanti e meta di turismo, segnala 162 nuovi casi di coronavirus e due decessi per complicanze legate al Covid-19. Nonostante il nuovo bollettino lasci ben sperare rispetto ai 208 contagi riportati di ieri e ai 180 di giovedì, si tratta pur sempre per il Paese dei dati più preoccupanti da febbraio, anche perché il ‘picco’ della prima ondata era stato di 96 contagi confermati il primo aprile.
“Abbiamo accettato consapevolmente il rischio e deciso di far andare avanti la vita e il turismo – ha detto ieri a Rtl il ministro della Sanità, Vili Beros – Senza turismo, uno dei settori chiave per la Croazia, sarebbe stato molto peggio”. Sulla stessa linea il presidente Zoran Milanovic. Da questa sera bar, ristoranti e locali notturni dovranno chiudere a mezzanotte.
Dall’inizio dell’emergenza sanitaria i casi confermati in Croazia sono in tutto 6.420 con 162 decessi e oggi sono 1.062 i casi attivi di Covid-19 nel Paese dove, stando ai dati aggiornati a ieri, ci sono 820.000 presenze straniere e dove i contagi hanno ripreso a crescere dopo la riapertura – il primo luglio – alla maggior parte dei turisti europei.

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