La corte suprema boccia la legge (oscurantista) della Louisiana sull'aborto

Il provvedimento avrebbe costretto quasi tutte le cliniche dello stato in cui si pratica l'aborto a chiudere.

Corte Suprema Usa

Corte Suprema Usa

globalist 29 giugno 2020

Meno male, altrimenti l’ondata oscurantista dei sovranisti sarebbe arrivata anche negli Stati Uniti: la Corte Suprema Usa ha bocciato una legge della Lousiana che avrebbe costretto quasi tutte le cliniche dello stato in cui si pratica l'aborto a chiudere.


Secondo gli osservatori, si tratta di un'indicazione del fatto che la Corte, ora di orientamento più conservatore, non è comunque disposta a ribaltare la legislazione in materia di interruzione della gravidanza. In base alla legge, i medici che praticano l'aborto in Lousiana avrebbero dovuto disporre del permesso di ricoverare le pazienti negli ospedali che si trovano nelle vicinanze delle loro cliniche. Si tratta di un requisito del quale dispongono pochissimi medici.


Nel giudizio della Corte, approvato con 5 voti favorevoli e contrari, si è stabilito che la legge della Lousiana avrebbe costituito un indebito aggravio per le pazienti che vogliono ricorrere all'aborto. La legge, che aveva lo scopo dichiarato di assicurare cure mediche adeguate alle donne che fanno ricorso all'aborto, di fatto si traduceva nei loro medici, e di conseguenza per le donne, in un ostacolo insormontabile.


Fu proprio la Corte Suprema, nello storico verdetto del 1973 "Roe contro Wade" a stabilire che l'aborto è legale e non può essere indebitamente limitato. Da allora, ci sono stati ripetuti tentativi di ribaltare quella decisione.