L'ossessione di Trump per il voto per posta: "Abbiamo votato durante la guerra, voteremo durante la pandemia"

Non proprio un paragone felice, dato che sia la Prima che la Seconda guerra mondiale non sono state combattute sul suo americano, ma in Europa, quindi non c'erano difficoltà di sorta al voto.

Trump

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globalist 26 giugno 2020
Mentre negli Usa i contagi aumentano, la principale preoccupazione di Donald Trump rimane il voto per posta, cui si oppone fermamente perché convinto che "gli Stati stranieri stamperanno milioni di schede false, sarà uno scandalo". 
Trump quindi afferma: "Abbiamo votato nella Prima guerra mondiale, abbiamo votato nella Seconda guerra mondiale: ora abbiamo un virus che per novembre sarà molto rallentato e dobbiamo votare". 
Non proprio un paragone felice, dato che sia la Prima che la Seconda guerra mondiale non sono state combattute sul suo americano, ma in Europa, quindi non c'erano difficoltà di sorta al voto. Ma perché Trump è così contrario al voto per corrispondenza?
Molti analisti sono convinti che Trump stia mettendo le mani avanti per un'eventuale sconfitta: se dobbiamo fidarci dei sondaggi, il tycoon non è mai stato messo così male. È ultimo in quasi tutti gli Stati, con Joe Biden in testa di almeno 12 punti percentuali. Se Trump insiste sulla linea del no al voto per posta, che potrebbe rivelarsi indispensabile se la pandemia peggiorasse, potrebbe essere perché si prepara a contestare un risultato elettorale che lo vedrebbe probabilmente sconfitto.