Il vescovo (anti-Bergoglio) Viganò: "Covid-19 e proteste sono un complotto contro Trump"

L'ex ambasciatore della Santa Sede negli Stati Uniti dal 2011 al 2016 è da tempo uno degli esponenti della destra clericale più impegnati a denigrare Francesco

Il vescovo Carlo Maria Viganò
Il vescovo Carlo Maria Viganò
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11 Giugno 2020 - 14.29


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Lui è il capofila dei tradizionalisti e sovranisti della destra clericale che si oppone a Bergoglio
Secondo l’arcivescovo Carlo Maria Viganò, il coronavirus e le proteste antirazziste sono un complotto contro il presidente statunitense Donald Trump.

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L’arcivescovo, ambasciatore della Santa Sede negli Stati Uniti dal 2011 al 2016, da tempo avversario di papa Francesco e alleato dei circoli conservatori che osteggiano la sua linea pastorale, ha scritto una lettera di sostegno al presidente statunitense, che l’ha condivisa su Twitter alcune ore fa.
Trump si è definito “onorato” per “l’incredibile lettera” che gli ha scritto Viganò e ha invitato tutti a leggerla. Viganò definisce gli ultimi mesi negli Stati Uniti come la lotta fra “due schieramenti biblici: i figli della luce e i figli delle tenebre”.
Secondo Viganò, Donald Trump sarebbe un difensore dei figli della luce. “Pare che i figli delle tenebre – che identifichiamo facilmente con quel Deep State al quale saggiamente si oppone e che ferocemente le muove guerra anche in questi giorni – abbiano voluto scoprire le proprie carte, mostrando ormai i propri piani”.
Riferendosi alla pandemia di coronavirus, Viganò ha scritto che “le indagini già in corso sveleranno le vere responsabilità di chi ha gestito l’emergenza Covid non solo in ambito sanitario, ma anche politico, economico e mediatico. Scopriremo probabilmente che anche in questa colossale operazione di ingegneria sociale vi sono persone che hanno deciso le sorti dell’umanità, arrogandosi il diritto di agire contro la volontà dei cittadini e dei loro rappresentanti”. Poi, sulle manifestazioni dopo la morte di Floyd: “Scopriremo anche che i moti di questi giorni sono stati provocati da quanti, vedendo sfumare inesorabilmente il virus e diminuire l’allarme sociale della pandemia, hanno dovuto necessariamente provocare disordini perché ad essi seguisse quella repressione che, pur legittima, sarà condannata come un’ingiustificata aggressione della popolazione”.
Sullo sfondo, le elezioni presidenziali di novembre, quando il democratico Joe Biden sfiderà Trump. “È di tutta evidenza che il ricorso alle proteste di piazza è strumentale agli scopi di chi vorrebbe veder eletto, alle prossime presidenziali, una persona che incarni gli scopi del Deep State e che di esso sia espressione fedele e convinta. Non stupirà apprendere, tra qualche mese, che dietro gli atti vandalici e le violenze si nascondono ancora una volta coloro che, nella dissoluzione dell’ordine sociale, sperano di costruire un mondo senza libertà”.
Per Viganò, questa lotta fra bene e male c’è anche dentro la Chiesa: “C’è una deep Church che tradisce i propri doveri e rinnega i propri impegni dinanzi a Dio”.

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