Le provocazioni di Trump: "I dimostranti sarebbero stati accolti alla Casa Bianca da cani più feroci..."

Il miliardario sfida la protesta: "Sarebbero stati accolti dai cani più feroci e dalle armi più minacciose che io abbia mai visto. E questo sarebbe stato quando la gente si sarebbe fatta veramente male".

Donald Trump

Donald Trump

globalist 30 maggio 2020

Parole di sfida che danno il senso di una Casa Bianca nelle mani di uno dei principali responsabili morali e politici di questo clima di odio che si è scatenato da anni contro i neri e, in generale, contro tutti gli stranieri e le minoranze.

Se i dimostranti che per ore si sono scontrati con il Secret Service di fronte alla Casa Bianca fossero riusciti a superare la cancellata "sarebbero stati accolti dai cani più feroci e dalle armi più minacciose che io abbia mai visto. E questo sarebbe stato quando la gente si sarebbe fatta veramente male, almeno".


E' quanto scrive Donald Trump in una serie di tweet con cui ringrazia gli agenti del Secret Service per il modo in cui hanno affrontato le proteste la notte scorsa a Lafayette Park Friday.
"Grande lavoro svolto alla Casa Bianca dagli agenti del Secret Service che non solo erano completamente professionali ma anche tranquilli - ha scritto ancora Trump - io ero dentro ed ho seguito ogni mossa e non potevo sentirmi più sicuro".
"Hanno lasciato i 'dimostranti' urlare e parlare a vuoto quanto volevano ma in qualsiasi momento in cui qualcuno era troppo vivace - ha continuato - subito gli andavano addosso, in modo duro, non so cosa li abbia colpiti". Trump poi ha definito i dimostranti "una grande folla, organizzata professionalmente".
"Ma nessuno si è avvicinato alla cancellata - ha aggiunto - se l'avessero fatto sarebbero stati accolti dai cani più feroci, dalle più minacciose armi che io abbia mai visti. E questo è quando la gente si fa veramente male, almeno. Molti agenti aspettavano di entrare in azione, mi dicevo 'abbiamo messo i giovani in prima linea, si divertono e fanno pratica'"
 Infine, Trump non ha perso l'occasione per attaccare la sindaca democratica di Washington, Muriel Bowser, "che sta sempre in cerca di soldi ed aiuti" che " non avrebbe permesso alla polizia di Dc di agire dicendo che 'non era il loro lavoro', Simpatica!".
In un tweet successivo Trump ha accusato i dimostranti di Lafayette Park, i giardini pubblici che si trovano davanti la Casa Bianca, di avere "poco a che vedere con la memoria di George Floyd" e di essere dei "disturbatori organizzati professionalmente" con l'obiettivo di "provocare disordini".
E poi ha concluso con una frase sibillina: "questa notte, a quanto mi risulta, c'è una notte Maga alla Casa Bianca?", suggerendo una possibile manifestazione di sostenitori del presidente e del suo slogan simbolo Make America Great Again.