La protesta anti-razzista arriva davanti alla Casa Bianca dello xenofobo Trump

Centinaia di persone si sono radunate per invocare giustizia e denunciare la brutalità della polizia. Da quando il miliardario è al potere le discriminazioni contro neri e minoranze sono moltiplicate

Proteste antirazziste davanti alla Casa Bianca

Proteste antirazziste davanti alla Casa Bianca

globalist 30 maggio 2020

Tutti lo sanno: Da quando c’è Trump negli Stati Uniti il razzismo è cresciuto a dismisura come l’odio e la rabbia contro gli stranieri che il miliardario xenofobo alimenta quotidianamente da quando sta al potere.


La protesta contro l'uccisione di George Floyd, l'afroamericano morto a Minneapolis dopo che un agente bianco gli ha tenuto premuto un ginocchio sul collo per nove minuti, è sbarcata anche davanti alla Casa Bianca. Centinaia di persone si sono radunate per invocare giustizia e denunciare la brutalità della polizia. La Cnn ha riportato momenti di tensione quando un giovane bianco è stato portato via dagli agenti, con la folla che reagiva inferocita.


Casa Bianca assediata dai manifestanti: scatta il lockdown Per circa un'ora alla Casa Bianca è scattato il lockdown, poi i dimostranti si sono allontanati. La tensione è tornata alta quando alcuni di loro hanno tentato di rimuovere una della barriere protettive che separavano la folla dalle decine di agenti del Secret service schierati. Le proteste stanno toccando molte città americane. Ad Atlanta, in Georgia, un'auto è stata data alle fiamme e alcuni dimostranti sono saliti sul logo della Cnn infrangendo i vetri del quartiere generale del network e bruciando una bandiera americana.


 Violato il coprifuoco a Minneapolis A Los Angeles un agente è rimasto ferito, mentre le immagini rilanciate dalle tv locali mostrano alcuni dimostranti vandalizzare un'auto della polizia e scagliare detriti e bidoni della spazzatura contro le forze dell'ordine. A Minneapolis in centinaia hanno sfidato il coprifuoco. I manifestanti si sono radunati nelle vie intorno alla caserma di polizia data alle fiamme venerdì. Proteste anche a Saint Paul (Minnesota), New York, Houston, Detroit. E altre ne sono previste nel weekend, dall'Iowa alla Florida.


L'autopsia esclude asfissia o strangolamento Intanto sono arrivati i primi risultati dell'autopsia eseguita sul corpo di George Floyd. "Non ci sono elementi fisici che supportano una diagnosi di asfissia traumatica o di strangolamento", scrive il medico legale. "Gli effetti combinati dell'essere bloccato dalla polizia, delle patologie pregresse e di qualche potenziale sostanza intossicante nel corpo hanno probabilmente contribuito alla morte", si legge. "Vogliamo un'autopsia indipendente", chiedono i familiari della vittima attraverso il loro avvocato.