Tornano i contagi: la Cina decreta il lockdown della città di Shulan al confine con la Russia

Il centro ha 700mila abitanti: solo una persona per nucleo familiare è autorizzata a uscire per fare la spesa, ma non tutti i giorni.

Lockdown a Shulan in Cina
Lockdown a Shulan in Cina
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19 Maggio 2020 - 17.46


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Speriamo che non capiti, ma potrebbe capitare anche da noi: in Cina la città di Shulan, 700mila abitanti, non lontana dal confine con la Russia, ha adottato misure molto ristrettive, simili a quelle implementate nei mesi scorsi a Wuhan, epicentro della pandemia.
Tutti i quartieri residenziali e popolari di Shulan debbono rispettare un lockdown drastico; solo una persona per nucleo familiare è autorizzata a uscire per fare la spesa, ma non tutti i giorni. Ciò avviene mentre Pechino si appresta ad allentare varie misure e a programmare la prossima sessione del Partito Comunista cinese.
Da Shulan non si può né uscire né entrare senza permessi speciali. Accesso consentito solo per le emergenze. L’allarme rosso è scattato dopo che un “cluster” di nuovi infetti è stato rilevato in città. Si tratta di un nucleo di persone che non aveva avuto contatti con l’estero, né tanto meno con il settore sanitario, quindi senza esposizione considerate “a rischio”.
Blocco totale anche per il sistema dei trasporti. Chiuse anche le scuole. Il quotidiano China Daily lo ha definito “the latest pandemic hotspot in the country”, l’ultimo focolaio pandemico nel Paese. Centinaia di persone sono costrette a una rigida quarantena e il ritorno alla normalità non è in agenda, in tempi brevi.
Il nordest del Paese, al confine con Russia e Nord Corea, è l’area che preoccupa di più. Per questo l’attenzione deve rimanere alta. Un altro tema caldo, secondo Zhou Zijun, docente di Economia sanitaria all’Università di Pechino, è quello relativo agli studenti cinesi all’estero; chi rientra in patria potrebbe essere asintomatico e riavviare alcuni focolai.
I manager in viaggio tra Cina, Giappone e Sud Corea costituiscono un’altra fonte di pericolo. Per questo sono allo studio, da parte della Cina, misure cautelari di viaggio mirate a non arrecare troppi danni economico-commerciali pur garantendo standard di sicurezza adeguati.

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