Il vice presidente della Commissione Ue: "Da Meloni e Salvini solo mistificazioni"

Timmermans: "Il Mes senza condizionalità in questa situazione è un buono strumento, ma nessuno può credere che sia sufficiente per uscire dalla crisi".

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21 Aprile 2020 - 10.41


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“I soldi messi sul tavolo senza condizioni dal Mes possono essere utili” all’Italia “per aiutare i veri eroi di questa crisi, dottori e infermieri. Non usarli sarebbe un peccato”. Così, in un’intervista su ‘Repubblica’, il vicepresidente della Commissione europea, Frans Timmermans.

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“Il Mes senza condizionalità – spiega ancora – in questa situazione è un buono strumento, ma nessuno può credere che sia sufficiente per uscire dalla crisi. Non possiamo permettere che il debito pregresso e la posizione sui mercati condizionino la capacità di risposta alla crisi di un Paese. Queste differenze – sostiene Timmermans – devono essere livellate dall’Unione e il Mes da solo non è abbastanza per farlo. Serve appunto un piano di investimenti e un compromesso nel dibattito tra sussidi ai governi e prestiti da rimborsare. Devono capirlo anche Merkel, Rutte e i leader di altri Paesi: devono andare dalle loro constituency a dire che è nel loro interesse essere solidali con i partner più colpiti perché ci permetterà di uscire tutti insieme e più forti dalla crisi”.

Secondo Timmermans il piano da 1.500 miliardi per uscire dalla crisi presentato dalla Spagna presenta “la stessa di cui ha parlato Paolo Gentiloni. Il documento spagnolo fa una lucida analisi delle necessità per rispondere alla pandemia, questo non significa che si riuscirà a fare esattamente come suggerisce Madrid, servirà un compromesso”.
Un compromesso che non sembra piacere ai Paesi Bassi ma, incalza Timmermans, “la solidarietà è interesse anche dell’Olanda perché se lasciamo cadere un partner sotto il peso della crisi cadremo tutti. Spero che lo capiscano anche il governo Rutte e il ministro Hoekstra”. Mentre sui governi svedese, danese e finlandese contrari ai bond, il vicepresidente dice: “Anche a loro è chiara la necessità di agire in modo solidale, ma dobbiamo evitare di polarizzare la discussione sul binomio ‘sì-no” ai coronabond. Serve una enorme somma di denaro e dobbiamo creare una soluzione finanziaria a livello europeo affinché ogni nazione possa accedere agli investimenti”.
 Italia e Spagna chiedono aiuti Ue a fondo perduto per mutualizzare i costi della crisi. “Concordo con il fatto che questa forma di solidarietà sia necessaria, ma questo non significa che anche gli altri strumenti non vadano usati. Se guardo alla pressione sul sistema sanitario, i soldi messi sul tavolo senza condizioni dal Mes possono essere utili per aiutare i veri eroi di questa crisi, dottori e infermieri. Non i usarli sarebbe un peccato”. Salvini, Meloni e parte dei 5 Stelle dipingono il Mes come il demonio. “Di questo tipo di politici proprio non mi interesso, a me interessa il personale ospedaliero che si è sacrificato a Bergamo e in altre città. Perché dipingere il Mes come il diavolo se il suo intervento è privo di condizionalità? Questi politici mistificano e non servono l’interesse dei cittadini. Dovrebbero smetterla di pensare a un fugace consenso”. Esiste il rischio che chi ricorre al Mes una volta esauriti i soldi sia costretto a chiedere un salvataggio vero e proprio. “II Mes senza condizionalità in questa situazione è un buono strumento, ma nessuno può credere che sia sufficiente per uscire dalla crisi. Non possiamo permettere che il debito pregresso e la posizione sui mercati condizionino la capacità di risposta alla crisi di un Paese. Queste differenze devono essere livellate dall’Unione e il Mes da solo non è abbastanza per farlo. Serve appunto un piano di investimenti e un compromesso nel dibattito tra sussidi ai governi e prestiti da rimborsare. Devono capirlo anche Merkel, Rutte e i leader di altri paesi: devono andare dalle loro constituency a dire che è nel loro interesse essere solidali con i partner più colpiti perché ci permetterà di uscire tutti insieme e più forti dalla crisi”.

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Quanto all’utilizzo del bilancio Ue per raccogliere sui mercati 1.000 miliardi da distribuire ai Paesi più colpiti dal virus, Timmermans non dà una risposta: “Il piano sarà presentato giovedì dalla presidente von der Leyen ai leader”, ma di sicuro “l’importante sarà creare una grande capacità di investimento per permettere un accesso ai mercati finanziari e generare i fondi che la Commissione investirà nella ripresa”, conclude nell’intervista.

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