Covid-19, i trafficanti di Rio impongono il coprifuoco: "Bolsonaro non fa nulla, ci pensiamo noi"

“Se il governo non ha la capacità di gestire la situazione,” recita un messaggio trasmesso tramite altoparlanti, “lo farà il crimine organizzato.”

Trafficanti

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globalist 26 marzo 2020

Il presidente del Brasile Jair Bolsonaro continua ad essere uno dei pochi leader al mondo a non volersi arrendere al coronavirus: nonostante molti sindaci e governatori dello sconfinato Brasile abbiano più senno del presidente e abbiano dato disposizioni alla popolazione affiché si chiudano in casa e abbiano interrotto i servizi non essenziali, Jair Bolsonaro continua a riferirsi al Coronavirus come a una 'banale influenza' che non giustifica 'l'isteria di massa che ha preso il mondo'. Tra l'altro, ha detto che nel caso il virus dovesse colpirlo, lui si rimetterebbe in fretta grazie al suo passato da atleta. 

Si è venuta quindi a creare una situazione paradossale: nei quartieri più poveri di Rio de Janeiro, è il crimine organizzato che sta prendendo in mano la situazione, con messaggi che vengono letti da altoparlanti che intimano alla cittadinanza di rispettare il coprifuoco. La notizia la riporta il New York Times, che a sua volta cita il giornale brasiliano Globo. “Se il governo non ha la capacità di gestire la situazione,” recita un messaggio trasmesso tramite altoparlanti, “lo farà il crimine organizzato.”
Attualmente, il Brasile presenta 2,271 casi confermati, sei volte di più della settimana scorsa, e 47 morti. Il ministro della Salute e medico Luiz Henrique Mandetta ha dichiarato che il sistema sanitario del Paese potrebbe collassare entro la fine del mese, considerata la velocità di diffusione del virus.
I cittadini brasiliani, nelle scorse ore, hanno improvvisato una protesta alle finestre delle loro abitazioni: battendo mani e mestoli su pentole e padelle hanno gridato 'Fora Bolsonaro', ossa 'via Bolsonaro'.