Pete Buttigieg lascia le primarie dem: restano in sei in corsa per la Casa Bianca

L'ex sindaco di South Bend era stato l'outsider rivelazione della campagna nelle prime due tornate di primarie democratiche, in Iowa e New Hampshire, ma poi ha frenato in Nevada ed è crollato in South Carolina.

Pete Buttigieg
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2 Marzo 2020 - 08.23


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Anche Pete Buttigieg getta la spugna dopo il quarto turno di primarie in South Carolina, dove è arrivato quarto con l’8,2%. Una decisione che segue quella del miliardario Tom Steyer. Ora alla vigilia del Super Tuesaday restano in corsa sei candidati, che potranno ambire a raccogliere i loro voti.
Il ritiro di ‘Mayor Pete’  sembra prematuro considerando la vittoria in Iowa e il secondo posto in New Hampshire, che gli hanno regalato la terza posizione come numero di delegati (25), dietro solo a Joe Biden (48) e Bernie Sanders (56). Ma poi è arrivata la frenata in Nevada con i latinos e il flop in South Carolina con i neri, che hanno premiato l’ex vicepresidente spianandogli la strada verso la leadership dei moderati: la stessa cui ambiva l’ex sindaco di South Bend.

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La campagna sentirà la mancanza di questo giovane outsider rivelatosi come una vera sorpresa e probabilmente destinato a rimanere un astro nascente del partito democratico. Il suo era un profilo di tutto rispetto: studente modello e poliglotta prima ad Harvard e poi ad Oxford, veterano decorato in Afghanistan come ufficiale dell’intelligence, ex consulente della multinazionale McKinsey, sindaco fino a poco tempo di South Bend (Indiana), gay dichiarato e sposato con un insegnante che lo accompagna in campagna elettorale. Con i suoi 38 anni era il più giovane candidato presidenziale dem. Qualcuno aveva anche cominciato a paragonarlo a Barack Obama.
Nonostante la sua scarsa esperienza politica, Pete resta un fenomeno. Appare intelligente, brillante, preparato, incisivo. Ma sa integrare la sua lucidità raziocinante con l’empatia, la capacità di scherzare. Parla e pensa come la giovane generazione cui appartiene, ha cultura ‘digital’ dei millennials. La sua era un’agenda riformista progressiva, ma senza i radicalismi ideologici di Sanders e Warren, i loro toni anti capitalisti, i piani per una università e una sanità gratis per tutti. Su altri temi però aveva posizioni comuni o molto vicine a loro, come sull’ambiente, o i temi sociali. Sarà interessante vedere se darà il suo endorsement a qualcuno. O se verrà scelto come vice nella corsa alla Casa Bianca.
“Pete Buttigieg è fuori. Tutti i suoi voti del Super Tuesday andranno al sonnolento Joe Biden. Grande tempismo. Questo è il vero momento in cui i dem iniziano a mettere Bernie fuori gioco. Nessuna nomination, di nuovo!”: lo ha twittato Donald Trump per commentare il ritiro.

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