I legali dei Regeni: “Gli aguzzini di Zaki sono gli stessi di Giulio”

Mohamed Lofty: “Patrick è stato arrestato per i suoi studi in Italia. A prendere Patrick è stata la Sicurezza nazionale, il servizio segreto civile, lo stesso coinvolto nel sequestro, tortura e omicidio di Regeni"

Patrick Zaki

Patrick Zaki

globalist 10 febbraio 2020

“Patrick è stato arrestato per i suoi studi in Italia. A prendere Patrick è stata la Sicurezza nazionale, il servizio segreto civile, lo stesso coinvolto nel sequestro, tortura e omicidio di Giulio, e che ha cinque ufficiali indagati per questo dalla procura di Roma”. Non ha dubbi Mohamed Lofty, l’avvocato egiziano della famiglia Regeni, Patrick Zaky, lo studente e attivista egiziano arrestato nella notte tra giovedì e venerdì al Cairo, è stato “interrogato con metodi che, purtroppo, conosciamo bene. Le torture. E gli chiedono il perché del suo viaggio in Italia, perché studiasse da voi e che cosa facesse nel vostro Paese”.


Di che cosa lo sospettino l’avvocato non. sa dirlo, ma si esprime così: “Non so che cosa abbiano in testa, sarà qualcuna delle loro solite paranoie che rendono il nostro Paese non democratico. Ma per loro è normale prendere un ragazzo, uno studente, sbatterlo in galera e torturarlo per giorni”. Tuttavia per Lofty “l’omicidio di Giulio continua a essere un’inaccettabile spina nel fianco per il nostro governo e, in qualche modo, ci sono anche delle analogie con l’arresto di Patrick: sono studenti in un Paese in cui la cultura fa molta paura”, di fatto “vittime di paranoie, scambiati per quello che non sono”. Anche se, sostiene l’avvocato dei Regeni, “non è un caso che l’arresto di Patrick sia avvenuto proprio in questo periodo”, poco dopo le manifestazioni di piazza Tahrir del 25 gennaio “ci sono stati moltissimi arresti di chiunque abbia manifestato dissenso”.