E' ufficiale: in Cina il Coronavirus fa più morti della Sars

L'epidemia affonda le Borse asiatiche: -8% a Shanghai, lo yuan sotto quota 7 sul dollaro

Coronavirus

Coronavirus

globalist 3 febbraio 2020

I morti in Cina per l’epidemia di coronavirus hanno superato le vittime della Sars nel Paese asiatico. All’ultimo conteggio diffuso dalla Commissione Nazionale per la Sanità, i decessi sono 360, cifra che supera le 349 vittime sul territorio cinese dell’epidemia di Sars del 2002-2003.
Dall’emergere del virus nella città di Wuhan a dicembre scorso, l’epidemia di coronavirus ha colpito 24 nazioni e nella sola Cina sono 17.205 i casi confermati, mentre le persone che sono state dimesse dalle strutture ospedaliere dopo la guarigione sono 475, tra cui anche un uomo di 88 anni, ieri, a Wuhan.


L’epidemia di coronavirus affonda le Borse cinesi alla ripresa delle contrattazioni dopo la pausa per le festività del capodanno lunare, nonostante la maxi-iniezione di liquidità annunciata dalla banca centrale cinese per sostenere la liquidità del sistema finanziario. L’indice Composite della Borsa di Shanghai sprofonda a -8,13% al termine della mattinata, ai minimi da un anno, e Shenzhen Component va in pausa a -8,27%: entrambe le Borse sono scese oltre il 9% di perdite dopo i primi scambi. A un’ora dalla fine delle contrattazioni, Shanghai perde il 7,86%, mentre Shenzhen cede il 7,72%.


Lo yuan scende sotto quota 7 sul dollaro, alla riapertura delle Borse cinesi dopo le festività del Capodanno lunare segnate dall’epidemia di coronavirus in Cina. La valuta cinese viene scambiata a 7.0143 nel pomeriggio a Shanghai, mentre sul mercato offshore il valore della valuta è a quota 7,0151 sul biglietto verde.


La Banca centrale cinese (Pboc) ha iniziato a dispiegare le misure a sostegno della liquidità dei mercati e di supporto all’economia annunciate nel fine settimana per fronteggiare le ricadute dell’epidemia di coronavirus. Nel sistema sono stati immessi 150 miliardi di yuan, pari a 19,3 miliardi di euro, attraverso ‘repo’ (pronti contro termine) a 7 e 14 giorni. Il tasso per entrambi i repo, forme di sostegno della liquidità a breve attraverso scambio tra cash e asset, è stato tagliato di 10 punti base per entrambi


Le Borse cinesi, tra Shanghai e Shenzhen, hanno mandato in fumo 420 miliardi di dollari in termini di capitalizzazione a causa delle perdite innescate dal timore del coronavirus di Wuhan: nel primo giorno di scambi dopo la lunga pausa del Capodanno cinese, Shanghai ha perso il 7,72%, Shenzhen il′8,41%.


La domanda di petrolio da parte della Cina è crollata di circa 3 milioni di barili al giorno, pari al 20% del fabbisogno totale. Lo riporta Bloomberg, che cita top manager di gruppi petroliferi cinesi e occidentali. Si tratta probabilmente del più severo shock subito dalla domanda di petrolio dalla crisi finanziaria, nel 2008-2009, e del più repentino dall’attacco alle Torri Gemelle