Fratoianni: "La Libia non è un porto sicuro, bisogna sospendere il memorandum"

Il deputato di Si-LeU: "Si devono cancellare i decreti sicurezza del governo precedente, e contemporaneamente e rivedere il memorandum con la Libia"

Migranti

Migranti

globalist 30 gennaio 2020
Dai microfoni di Tagadà su La7 Nicola Fratoianni di Sinistra Italiana-LeU ha dichiarato che "la procura di Agrigento ha chiesto l'archiviazione delle accuse nei confronti del capomissione di Mediterranea Casarini e del comandante Marrone di nave Mare Jonio, e proprio oggi vengono pubblicate alcune parti del documento della procura in cui si dice chiaramente che la Libia non può essere considerata un porto sicuro, e che l'ordine di non entrare a Lampedusa impartito dalla Guardia di Finanza non aveva alcun fondamento giuridico". 
"Oggi le navi delle Ong - prosegue il parlamentare di Leu - aspettano qualche giorno prima di poter sbarcare, ed è comunque troppo e lo dirò con qualsiasi governo, ma c'è una differenza enorme tra aspettare alcuni giorni e poi entrare in un porto e trovare accoglienza con nessuno che ti minaccia di arrestarti o che ti chiama criminale. Salvini e la Lega nella loro permanenza al governo hanno costruito sull'immigrazione e contro le Ong una guerra e hanno scatenato una campagna di odio senza uguali verso i più deboli."
"È l'ora dunque di cambiare, e si devono cancellare i decreti sicurezza del governo precedente, e contemporaneamente - conclude Fratoianni - si deve sospendere l'efficacia del memorandum con la Libia fino a quando non sarà rivisto completamente."