Aiutare ora la Cina è un banco di prova per l'umanità

Ecco l'occasione giusta per spazzare via razzismi e sovranismi. Ma non è soltanto un'opportunità. È soprattutto un obbligo.

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David Grieco Modifica articolo

29 Gennaio 2020 - 09.58


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C’è qualcosa di diabolico in ciò che sta accadendo in Cina. Tutti stanno fuggendo dalla Cina ma la Cina non può fuggire da tutti noi. La Cina è la nazione più popolata del mondo, è la nazione più industrializzata, e i cinesi sono dappertutto in mezzo a noi.
Il panico non serve. È urgente guardare in faccia la realtà. Mentre le voci di cittadini infetti si rincorrono ai quattro angoli del globo viene da pensare all’Africa, continente in cui i cinesi sono massicciamente presenti, dove ancora non si segnala nemmeno un caso di corona virus. Ma sappiamo bene quali sono le condizioni igieniche africane e non occorre una fervida immaginazione per intuire cosa potrebbe accadere se il virus si diffondesse anche in Africa.
Da quando è esploso il problema del cambiamento climatico, il nostro pianeta ci appare sempre più piccolo e problematico. I problemi riguardano tutti, senza nessuna eccezione, e li possiamo risolvere soltanto lavorando tutti insieme.
Tutti i paesi industrializzati che fanno affari in Cina, dopo aver messo in salvo tutti i loro connazionali, dovranno pensare al più presto a come aiutare la Cina. Non avremmo mai immaginato che potesse accadere qualcosa del genere ma è accaduto. Vedevamo la Cina come un gigante spavaldo e inattaccabile, ma eccola in ginocchio. E se la Cina dovesse precipitare, la sensazione è che potremmo precipitare tutti insieme nello stesso baratro.
Ecco un banco di prova importante per tutta l’umanità. Ecco l’occasione giusta per spazzare via razzismi e sovranismi. Ma non è soltanto un’opportunità. È soprattutto un obbligo. Non c’è tempo da perdere.
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