Cittadinanza agli stranieri solo se non sono musulmani: proteste in India contro la legge

Il governo nazionalista indù guidato da Modi ha detto che no alla cittadinaza di migranti di Afghanistan, Bangladesh e Pakistan se fedeli dell'Islam.

Proteste contro la legge anti-islamica sulla cittadinanza in India

Proteste contro la legge anti-islamica sulla cittadinanza in India

globalist 26 dicembre 2019
Una vicenda che sta scuotendo un intero paese: migliaia di indiani sono scesi oggi in piazza in nuove manifestazioni contro l'emendamento alla legge della cittadinanza che discrimina i musulmani.
La nuova dimostrazione viene dopo che ieri un gruppo paramilitare sostenitore del governo nazionalista indù guidato dal primo ministro Narendra Modi ha inscenato una manifestazione a favore dell’esecutivo.
 Circa 2.500 persone sono scese in piazza a Mumbai, la capitale economica dell'India. Altre manifestazioni hanno avuto luogo a Calcutta e Karnakata, dove centinaia di donne musulmane hanno sfilato contro la legge, ritenuta incostituzionale dai suoi detrattori.
Dall'11 dicembre, quando il Parlamento indiano ha approvato una legge che concede la cittadinanza ai migranti provenienti da Afghanistan, Bangladesh e Pakistan, a patto che non siano musulmani, sono scoppiati scontri e violenze nel Paese costati già una decina di morti e una cinquantina di feriti.
Il provvedimento è stato bollato da più parti come discriminatorio, ma il partito di maggioranza indù, il Bjp, lo ha difeso, sostenendo che la sua "ratio" è quella di aiutare coloro che fuggono da persecuzioni religiose. Nel'Uttar Pradesh le proteste hanno provocato ad almeno una ventina di morti.