Non solo russi: con il generale Haftar combattono anche 3000 mercenari sudanesi

Lo riporta il Guardian: molti di loro sono stati reclutati nella regione del Darfur dove combattevano contro il regime di Omar al-Bashir

Mercenari sudanesi

Mercenari sudanesi

globalist 24 dicembre 2019
Una nuova ondata di gruppi di mercenari sudanesi è arrivata in Libia e sta combattendo con le truppe del generale Khalifa Haftar. Lo riporta il Guardian che scrive che tra le nuove reclute molti hanno combattuto nel Darfur contro il regime di Omar al-Bashir. Molti sono stati reclutati proprio nella regione sudanese del Darfur negli ultimi mesi, mentre altri sono arrivati in Libia di loro spontanea volontà proprio per arruolarsi: "So che siamo mercenari e che non stiamo combattendo con onore e dignità - ha detto uno di loro - ma è una cosa temporanea, torneremo in patria appena si sarà conclusa la nostra missione qui".
Tutti i comandanti, scrive il Guardian, sperano infatti di tornare in Sudan per combattere contro il governo transitorio. Tra loro c'è chi parla della 'missione' in Libia come dell'unico modo per ottenere le risorse necessarie per poi combattere in Sudan. "Siamo in Libia - ha detto una fonte - Ma ci sono altre battaglie che ci attendono in Sudan". Per i mercenari sudanesi non ci sarebbe solo il campo di battaglia: un comandante citato dal Guardian ha sostenuto di essere coinvolto nel traffico di esseri umani. "Quando i militanti non hanno nulla da fare - ha detto - devono lavorare, a volte sono coinvolti nel traffico di esseri umani".
Sono almeno 3000 i mercenari sudanesi giunti in Libia per combattere con l'autoproclamato Esercito nazionale libico di Haftar, che lo scorso apile ha lanciato la sua offensiva per la conquista della capitale Tripoli. Un comandante di base nel sud della Libia parla di "tanti giovani", talmente tanti da ammettere che "non abbiamo nemmeno il posto per sistemarli". Un comandante sudanese insiste sul ruolo cruciale dei suoi uomini nella "liberazione" dei campi petroliferi conquistati dalle forze di Haftar.