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Magistratura braccio armato del potere: proteste in Polonia contro la legge sovranista

Manifestazioni in 150 città contro la pretesa del governo di estrema destra di scegliere i giudici del Consiglio giudiziario nazionale. Chi critica sarà licenziato

La presidente della Corte suprema polacca Malgorzata Gersdorf
La presidente della Corte suprema polacca Malgorzata Gersdorf

globalist

18 Dicembre 2019 - 21.37


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Una legge bavaglio e una legge che trasforma la magistratura nel braccio armato del potere e non in un organismo che vigila sul rispetto delle leggi. Più o meno come i giudici nella Turchia di Erdogan.

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Più o meno una magistratura (per fare un esempio) che di fronte a una vicenda come la Diciotti o il Bunga Bunga o un caso di corruzione pòolitica nemmeno si azzarda a dire qualcosa, mentre si scatena contro i reati comuni.
Manifestazioni ci sono state in 150 città polacche per protestare contro la nuova legge disciplinare per i giudici che sarà discussa domani in parlamento. La Corte Suprema è intervenuta ieri per avvertire che il provvedimento viola la Costituzione in diversi punti e mina l’indipendenza della magistratura, cercando di mettere a tacere i giudici.
La presidente della Corte, Malgorzata Gersdorf, ha fatto un paragone con la legge marziale imposta nel 1981 dall’allora regime comunista.
Organizzate da associazioni di magistrati, avvocati e procuratori, oltre che da Ong della società civile, le proteste si sono svolte davanti alle sedi giudiziarie. Ci sono state anche manifestazioni all’estero, davanti alle ambasciate.
La nuova legge presentata dal partito di governo Pis prevede misure disciplinari, fino al licenziamento, per quei magistrati che metteranno in dubbio la legalità delle nuovo sistema di nomina dei giudici.
Già 300 magistrati sono stati scelti Consiglio giudiziario nazionale (Ncj), organismo che la Corte Suprema ha giudicato non indipendente. Analogo parere è stato espresso dalla Corte di Giustizia dell’Ue. Secondo quanto denunciato ieri dai giudici supremi polacchi, la legge che viene ora proposta è stata “evidentemente” scritta per permettere al presidente polacco in carica, Andrzej Duda, di nominare il nuovo vertice della Corte prima delle elezioni presidenziali di maggio.

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