Bolsonaro denunciato al tribunale internazionale: "Istigazione al genocidio degli indigeni"

Da quando il fascista è presidente in Amazzonia c'è stata una crescita del 29,5% della deforestazione dovuta a incendi e tagli di alberi attribuite a gruppi che hanno agito in modo organizzato.

Manifestazione contro Bolsonaro

Manifestazione contro Bolsonaro

globalist 28 novembre 2019
Un paese nelle mani di un fascista che minaccia le libertà e nel nome del business presente di avvelenare il suo paese e il pianeta.
I territori delle comunità indigene in Amazzonia hanno registrato un aumento del 79% della deforestazione dall'agosto del 2018 al luglio di quest'anno, passando dai 242,5 km quadri registrati nei 12 mesi precedenti a 423,3 km quadri. È quanto emerge dai dati ufficiali resi noti dall'Istituto Nazionale di Ricerche Spaziali (Inpe) brasiliano, in base al monitoraggio satellitare coordinato dall'organismo.
L'area più colpita, secondo queste cifre, è quella delI'Ituna/Itatà, nel bacino del fiume Xingù, nello Stato di Parà, dove vive una popolazione indigena isolata, cioè senza contatti con il resto della società brasiliana: la deforestazione registrata in questa zona rappresenta poco più del 28% del totale, con 119,92 km quadri di foresta distrutti.
Bolsonaro denunciato alla corte penale - Due organizzazioni brasiliane hanno denunciato il presidente del Brasile, Jair Bolsonaro, dinanzi alla Corte penale internazionale dell'Aja per la presunta commissione di «crimini contro l'umanità» e «istigazione al genocidio delle popolazioni indigene». La denuncia - presentata dalla Commissione Arns e dal Collettivo di avvocati per i diritti umani - accusa il capo dello Stato anche di omissione nei confronti dei «crimini ambientali in Amazzonia», dove si è verificata una crescita del 29,5% della deforestazione dovuta a incendi e tagli di alberi attribuite - secondo i denuncianti - a gruppi che hanno agito in modo organizzato.
«Ostacolo allo sviluppo» - Da parte sua, Bolsonaro si difende definendo le «politiche ambientali» come un ostacolo allo «sviluppo del Brasile». «Lo Stato di Amazonas è occupato da riserve indigene, aree di protezione ambientale, stazioni ecologiche, tra le altre misure derivanti da politiche ambientali che, in parte, danneggiano lo sviluppo del nostro Brasile», ha detto il capo dello Stato, durante una visita nella regione amazzonica, dove l'aumento del numero degli degli incendi è un problema osservato con attenzione dall'Ue alla vigilia del vertice Cop-25. Bolsonaro ha poi commentato la notizia dell'arresto di quattro volontari di una Ong che combatte i roghi forestali in Amazzonia. «A poco a poco la verità appare: giusto due mesi fa dicevo che i roghi sono sponsorizzati dalle Ong, conosco quella razza».