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L'ipocrisia del calcio: squalificato il portiere che ha reagito agli insulti razzisti

Omar Daffe fermo per una giornata e sconfitta a tavolino per la squadra che per protesta ha abbandonato il calcio con lui.

Omar Daffe
Omar Daffe

globalist

27 Novembre 2019 - 17.40


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Oltre al danno la beffa e la prova che il sistema-calcio parla parla parla ma sostanzialmente non fa nulla contro il razzismo e, anzi, se la prende più con le vittime che contro persone che violeno la legge.
Una giornata di squalifica a Omar Daffe, sconfitta a tavolino oltre a un punto di penalizzazione per la sua squadra, la Agazzanese, e la ‘messa in prova’ per lo stadio Fratelli Campari della Bagnolese.
Sono le decisioni del giudice sportivo Carlo Frongillo in merito al caso di domenica scorsa che ha coinvolto il 37enne portiere senegalese che domenica ha abbandonato il campo dopo gli insulti razzisti ricevuti dagli spalti dell’impianto di Bagnolo in Piano, nel Reggiano, dove si stava giocando il match – poi sospeso dall’arbitro al 29′ del primo tempo in seguito ai fatti accaduti – valido per il campionato di Eccellenza fra Bagnolese e Agazzanese, quest’ultima squadra piacentina in cui milita l’estremo difensore che poi e’ stato espulso per essere rientrato negli spogliatoi.
Per la Bagnolese è stata stabilita la disputa di una partita a porte chiuse, ma la sanzione “è stata sospesa perché si sottopone nel contempo la società ad un periodo di prova della durata di un anno”. Una sorta di ‘diffida’ che in caso di recidiva farebbe scattare la squalifica del campo.

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