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I drammatici dati della Caritas: 5 milioni di italiani in povertà assoluta

Un milione 800mila famiglie (il 7,0% dei nuclei familiari), per un totale di oltre 5 milioni di individui (l`8,4% della popolazione).

Povertà
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globalist

16 Novembre 2019 - 21.05


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Dati preoccupanti: in Italia risultano oggi in uno stato di povertà assoluta 1milione 800mila famiglie (il 7,0% dei nuclei familiari), per un totale di oltre 5 milioni di individui (l`8,4% della popolazione). I dati appaiono pressoché stabili se confrontati con quelli dell’anno precedente; nel 2017, infatti, l’incidenza si attestava al 6,9% per le famiglie e all`8,4% per gli individui. Lo evidenzia il Flash Report sulla povertà ed esclusione sociale 2019 di Caritas Italiana pubblicato oggi alla vigilia terza Giornata Mondiale dei Poveri che si celebra domani (XXXIII del Tempo Ordinario).
In questa edizione, oltre a riportare i dati provenienti dagli oltre 3.300 Centri di Ascolto di tutta Italia, un focus curato insieme a Legambiente è dedicato alle strette connessioni tra ambiente, degrado, povertà e giustizia sociale.
Il Report è stato presentato sabato 16 novembre all’interno della quarta edizione del Festival dell’economia civile di Campi Bisenzio (FI). All’incontro “Povertà e crisi ecologica: cause, connessioni e risposte” hanno partecipato il direttore di Caritas Italiana, don Francesco Soddu, Renato Marinaro, responsabile Area Nazionale Promozione Caritas, Enrico Fontana, responsabile nazionale Ufficio Economia Civile Legambiente Nazionale, ed Emiliano Fossi, sindaco di Campi Bisenzio.
Pur arrestandosi la crescita in termini percentuali – evidenzia il Rapporto – il numero dei poveri in valore assoluto è di fatto ancora ai massimi livelli dal 2005, anno a partire dal quale è disponibile la serie storica. La tanto attesa inversione di tendenza anche nel 2018 non si è dunque realizzata: i livelli di indigenza attuali sono ben distanti da quelli conosciuti prima della crisi economica, che appaiono difficilmente ripristinabili: dal 2007 il numero dei poveri ha registrato un incremento del 181% (+121% sulle famiglie).
Dal 2015, superati gli anni più bui della crisi (coincidenti in modo particolare con il biennio 2012-2013), la nostra economia ha iniziato a registrare piccoli segnali di “risalita” (dell’ordine per lo più di punti decimali) e che fino al primo semestre 2018 risultavano abbastanza consolidati. Ad esempio, nell’ultimo anno in Italia diminuisce il tasso di disoccupazione complessivo, che passa dall’11,2% al 10,6% (valore ancora molto distante dagli anni pre-crisi quando si attestava al 6,1%); sempre sul fronte lavoro, risulta in leggero calo anche la quota di famiglie che vivono in condizioni di bassa intensità lavorativa che scende dall’11,8% all’11,3%4 . Ci sono poi da annoverare l’incremento del PIL pro-capite, che raggiunge quota 29.100 euro (dai 28.400 del 20175 ) e il calo dell’incidenza dei Neet, che passa dal 25,5% al 24,8%. In linea con tali trend positivi risulta anche il dato relativo alla grave deprivazione materiale: nel 2018 la percentuale di coloro che sperimentano situazioni di grave deprivazione è pari all’8,5%, contro il 10,1% di un anno prima.

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