Il rapporto Onu: 53 migranti uccisi nei raid aereo contro il centro di Tajoura

Altri 130 restarono feriti nel centro di detenzione. Si pensa che sia stata opera di un aereo degli Emirati arabi uniti.

Furono 53 i morti nel centro di detenzione di Tajoura

Furono 53 i morti nel centro di detenzione di Tajoura

globalist 6 novembre 2019

Ricordate il terribile raid su un centro di detenzione di migranti in Libia che a luglio uccise 53 persone? Ora è stato accertato che è stato effettuato da un aereo da guerra straniero, probabilmente degli Emirati Arabi.
Wueste sono le conclusioni di un'indagine confidenziale dell'Onu ottenute dalla Bbc. Il rapporto non indica il Paese di origine dell'aereo, ma una fonte vicina all'inchiesta ha detto alla tv pubblica britannica che i sospetti si appuntano sugli Emirati arabi uniti. L'attacco che uccise 53 persone ferendone 130 nel centro di detenzione di Tajoura, a est della capitale Tripoli, era stato definito dall'alto commissario Onu per i diritti umani Michelle Bachelet un possibile crimine di guerra.
Il governo di Tripoli a luglio aveva dichiarato che l'attacco era stato effettuato da un aereo emiratino, mentre le milizie di Tobruk del generale Khalifa Haftar inizialmente avevano detto di aver colpito un obiettivo legittimo e poi avevano negato di aver partecipato all'azione.
Una commissione istituita dal Consiglio di sicurezza dell'Onu ha lavorato per mesi per individuare i responsabili del massacro ha presentato le sue conclusioni al Consiglio. Secondo una fonte confidenziale citata nel rapporto "un numero ignoto di Mirage 2000-9" operavano su due basi aeree in Libia al momento dell'attacco. Gli Emirati e l'Egitto, che sostengono Haftar, hanno un gran numero di caccia Mirage. Gli aerei usavano le basi di Jufra e al-Khadim.


Nel 2017 l'Onu aveva rivelato che gli Emirati avevano allestito la base di al-Khadim per fornire supporto aereo alle forze di Haftar. Secondo il rapporto è "altamente probabile" che l'attacco sia stato realizzato con missili ad alta precisione da un aereo da guerra "operato da un Paese Onu che agisce in diretto sostegno alle forze armate di Haftar".