Smeriglio centra il problema: "La gente sa cosa vuole Salvini ma non cosa vuole il Pd"

L'europarlamentare vicino a Zingaretti e Pisapia parla del dopo-Umbria: "Serve uno shock politico culturale e organizzativo ora. Prima delle prossime regionali"

Smeriglio e Zingaretti

Smeriglio e Zingaretti

globalist 29 ottobre 2019
Ha detto cose giuste e ha centrato il problema: "Di fronte a una sconfitta di queste proporzioni bisogna fermarsi a riflettere. Il campo progressista non ha una riconoscibilità specifica. Se vai in un mercato e chiedi cosa vuole Salvini tutti sanno rispondere, se chiedi cosa vogliono i democratici nessuno risponde la medesima cosa".
Lo ha detto Massimiliano Smeriglio, europarlamentare eletto nelle liste del Pd, in un intervento sul Manifesto.
"Non si capiscono i valori di fondo né i punti programmatici bandiera. Non si può dire che stiamo al governo per il bene del Paese perché non lo capisce nessuno. Si sta al governo in una alleanza difficile per fare delle cose: un grande piano assunzionale per sanità, scuola, servizi pubblici, lavoro giovanile e parità di genere, transizione ecologica e investimenti in innovazione, università e ricerca".
"E servono biografie credibili. Non si sta al governo controvoglia, si sta convinti, per realizzare cose utili per gli italiani. Altrimenti meglio il voto. Il campo progressista e il Pd vanno rifondati da cima a fondo, in maniera radicale, il rischio di marginalizzazione è davanti ai nostri occhi. Serve una Bolognina capace di mettere in discussione tutto", sottolinea.
"Basta parlare del Pd, basta risse, correnti, basta rifugiarsi in alleanze salvifiche. Non è sommando due debolezze che ce la caviamo. E lo dico io -prosegue Smeriglio- che ho auspicato e continuo a credere nel rapporto con il movimento 5 stelle. Ma questo dialogo non risolve il chi siamo noi, a quale parte della società vogliamo parlare, quale sistema valoriare esprimiamo. Si rafforza il rapporto con il governo e il movimento 5 stelle se portiamo nel palazzo un pezzo inascoltato e disilluso della società italiana. Serve uno shock politico culturale e organizzativo ora. Prima delle prossime regionali. Prima che sia troppo tardi".