Greta e Malala: due ragazze per salvare il mondo

Come due sedicenni sono riuscite, lottando contro gli adulti che le volevano mute, a creare un movimento che sta cambiando il mondo

Greta e Malala

Greta e Malala

Mario Giro 10 ottobre 2019

Greta è Malala; Malala è Greta. Come possano due sedicenni sconvolgere il mondo degli adulti è una domanda che dobbiamo portarci dentro.


Malala –oggi ventenne- ci colpì a causa del suo coraggio nel battersi per l’istruzione delle bambine e delle fanciulle. Viene da una famiglia poverissima di uno dei posti più retrivi del mondo: la valle dello Swat nel Pakistan pashtun. Un luogo a lungo tenuto dai talebani, dove la cultura patriarcale è millenaria. Con un’audacia incredibile ha lottato fin da piccola per l’educazione alle bambine e alle ragazze, aiutata dai suoi genitori ma principalmente spinta da un’ostinazione tutta sua. È stata colpita con violenza, ha rischiato di morire, ma oggi è premio Nobel e molto conosciuta.


Greta viene invece dal mondo ricco, dalla Svezia, e da una famiglia benestante. Anche lei ha scelto da adolescente di battersi per una causa comune e urgente, valida per tutti: il clima e l’ambiente. Lo fa con una caparbietà temeraria, accompagnata dai genitori. Ma anche in questo caso l’idea è tutta sua. Oggi è molto popolare e in milioni sfilano per le strade con lei.


Gli adulti non hanno idea di quanta influenza possono avere le gesta di queste due piccole donne sulla loro generazione e alla fine su tutti. Lo stiamo solo scoprendo ora sui media e sui social. Sta nascendo una generazione nuova in cui finalmente l’IO conta meno del NOI? Sembra strano che ciò possa accadere in un universo di IO adulti, criticoni e lamentosi che urlano uno contro l’altro…eppure.


Dobbiamo chiederci cosa succede: perché due ragazze adolescenti, provenienti da due mondi così distanti, riescono a mobilitare laddove falliscono vertici e programmi internazionali? I commentatori simpatizzanti si limitano a dire che è colpa della politica ma si tratta della solita scorciatoia per deresponsabilizzarsi. In realtà la colpa è di tutti: degli adulti che non vogliono cambiare la propria vita, dei popoli che preferiscono le vecchie ricette fallimentari del sovranismo e del nazionalismo e rigettano tutto ciò che è globale, multilaterale. Queste ragazze guardano il cielo e non vi vedono più frontiere.


Più numerosi ancora i detrattori. Malala si può facilmente dimenticare o istituzionalizzare nei soliti progetti. E’ facile accusare la cultura islamica pakistana mentre sappiano benissimo che il tema delle bambine è generale, vedi matrimoni precoci, abbandono scolastico, tratta, femminicidio ecc.: una questione valida per tutte le civiltà. Greta invece va attaccata frontalmente perché agisce per mezzo di tanti altri. Ecco allora gli sguardi paternalistici, le critiche al fatto che non va a scuola e chiama altri coetanei a non andarci per fare gli attivisti. Fa sorridere che i soloni che la criticano, nella loro adolescenza stavano sempre in strada a manifestare per ogni cosa e certo non studiavano così tanto ! molti fra loro flirtavano anche con la violenza… ma si sa il riflusso ha contagiato gli ex ragazzi ribelli, ora adulti noiosi. Ce ne fossero invece tante attiviste come Malala e Greta nel mondo, tanto da svegliarci tutti! Noi adulti nascondiamo la vergogna di doverci lasciar insegnare da due ragazze giovani ed inesperte ma che hanno in realtà già capito tutto. Mi torna in mente ciò che tanti anni fa diceva David Maria Turoldo: siamo forse irrimediabilmente presi dalla presbitocrazia, quella malattia che lui chiamava “il colore grigio dell'uomo adulto”, che non ci lascia ascoltare tali voci innocenti e così impegnative? Lasciamole volare queste due ragazze. Sarà un guadagno per tutti.