Il Portogallo fa scuola: vittoria dei socialisti, spariscono sovranisti e destra populista

Il premier uscente non ha però la maggioranza assoluta e dovrà trovare un accordo in Parlamento.

Antonio Costa

Antonio Costa

globalist 7 ottobre 2019
Il partito socialista del premier Antonio Costa ha vinto le elezioni in Portogallo, ma senza raggiungere la maggioranza assoluta in Parlamento. Con il 100% delle schede scrutinate, i socialisti hanno ottenuto il 36,7% dei voti (pari a 95 seggi su 230) seguiti dal Psd (partito socialdemocratico di centrodestra) al 28,1% (70 seggi). 

Terzo il Blocco di sinistra con il 9,6% dei voti (16 seggi), seguito dalla coalizione di sinistra al 6,3% (9), i popolari di destra al 4,2% (4 deputati) e gli ambientalisti di Pan al 3,3% (2 seggi).


Antonio Costa era il grande favorito delle elezioni legislative: al governo dal 2015 con il sostegno di sinistra radicale e comunisti, grazie al suo buon bilancio economico in un Paese ancora segnato dagli anni dell'austerità, 
Con la riconferma dell'ex sindaco di Lisbona, il Portogallo si conferma uno dei pochi Paesi d'Europa in cui i socialisti hanno il vento in poppa e l'estrema destra populista è assente dal panorama politico. Costa, tuttavia, non ha una maggioranza assoluta, quindi dovrà cercare nuovamente alleati. La tornata elettorale è stata caratterizzata da una partecipazione bassa. Gli alleati di Costa dal 2015, il Blocco di sinistra (cioè appunto la sinistra radicale) e i comunisti del PC, con cui potrebbe stringere una nuova intesa, hanno raccolto circa il 16% dei voti, una percentuale inferiore rispetto al voto del 2015.