Attivista egiziano arrestato dalla polizia, la famiglia: "È stato sequestrato dai servizi di sicurezza"

Alaa Abdel Fattah era uno dei principali attivisti egiziani della Primavera Araba. Arrestato dal regime nel 2013, dal 2017 era in libertà vigilata

Alaa Abdel Fattah

Alaa Abdel Fattah

globalist 29 settembre 2019

Alaa Abdel Fattah, uno dei principali attivisti della Primavera Araba (che si trovava in libertà vigilata dopo cinque anni di carcere) è stato nuovamente arrestato questa mattina. Il regime giudiziario a cui era finora sottoposto Fattah - precisano parenti e amici sui social network - lo obbligava a trascorrere la notte, dalle 18 alle 6 del mattino, in una stazione di polizia, quella di Doki, a Giza, poi era libero di andare a casa. Ma oggi non lo avrebbero lasciato uscire.

La storia di Fattah con la giustizia inizia nel 2013: attivista e blogger, in quell'anno aveva partecipato a una manifestazione illegale contro una legge che limitava proprio il diritto di manifestare. Era stato condannato a cinque anni di carcere e ne era uscito nel 2017. 


Timori per la sorte dell'attivista sono stati espressi sui social dai familiari e da varie organizzazioni per i diritti umani. In particolare la sorella Mona Seif ha twittato: "@alaa è stato rapito dalla stazione di polizia di Dokki. Ci è stato detto che è nelle mani dei servizi di sicurezza. Non sappiamo dove si trovi, non conosciamo le accuse, non sappiamo se sta bene o se sta subendo maltrattamenti. Non sappiamo nulla se non che siamo di nuovo a dire #freeAlaa".


Secondo il Centro egiziano per i diritti economici e sociali, una ong locale, nel Paese tra venerdì 20 settembre a sabato 28 sono state arrestate 2231 persone. Altre 1198 persone sono state interrogate, mentre non vi sono informazioni ufficiali su altri 1024.
In un aggiornamento ormai giornaliero sulla stretta operata dal governo egiziano a seguito di proteste di piazza, l'organizzazione precisa su facebook che solo per 181 degli arrestati sono state formulate delle accuse.