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L'Unhcr: "Libia insicura, non vanno rispediti lì rifugiati e migranti"

L'Alto Commissario Onu per i rifugiati, Filippo Grandi: "Profonda preoccupazione per questa situazione ormai protrattasi nel tempo"

Migranti in Libia
Migranti in Libia

globalist

26 Settembre 2019 - 17.52


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Parole ragionevoli anche se l’Europa fa finta di nulla: “Alla luce del conflitto in corso” in LIbia, “nonché delle inaccettabili condizioni umanitarie”, i ritorni verso la Libia delle persone intercettate in acque internazionali “devono essere evitati in ogni modo e ciò fino a quando la situazione non sarà cambiata”.
Lo sostiene l’Alto Commissario Onu per i rifugiati, Filippo Grandi, dopo l’incontro avvenuto ieri ieri a New York a margine dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, con il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio.
L’Unhcr “non considera i centri di detenzione in Libia sicuri per rifugiati e migranti” e l’Alto Commissario esprime “profonda preoccupazione per questa situazione ormai protrattasi nel tempo”. L’Agenzia Onu chiede “con forza che si ponga fine al sistema della detenzione di migranti e rifugiati e in alternativa di assistere i rifugiati nei contesti urbani o attraverso evacuazioni”.
Grandi e Di Maio, fa sapere l’Unhcr, “hanno inoltre condiviso la necessità di rinforzare la collaborazione in Libia al fine di incrementare le misure alternative alla detenzione nonché le evacuazioni umanitarie, in quanto esse rappresentano soluzioni vitali per persone che si trovano in stato di necessità e bisogno”.

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Il lavoro dell’Unhcr e delle altre agenzie delle Nazioni Unite in Libia “continua ad essere molto limitato a causa del conflitto. Ciononostante tale ruolo prosegue al fine di perseguire imperativI umanitari”.

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In proposito, prosegue l’Agenzia, “le discussioni avviate di recente a Malta sull’istituzione di un accordo prevedibile, comune e salvavita per lo sbarco delle persone soccorse in mare e la condivisione delle responsabilita’ tra gli Stati per la loro successiva accoglienza appaiono tanto positive quanto necessarie”.
L’Unhcr “è pronta a supportare l’Italia in linea con il suo mandato ove necessario”.

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