L'Ungheria insiste: la redistribuzione dei migranti va combattuta

Già negli scorsi giorni il ministro degli esteri ungherese Szijjarto aveva fortemente attaccato il nuovo governo

Viktor Orban
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18 Settembre 2019 - 08.27


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Dopo gli attacchi degli scorsi giorni, il ministro degli Esteri ungherese Peter Szijjarto è tornato ad accusare fortemente l’Italia di mandare un “segnale sbagliato” riaprendo i porti. “In Ungheria” sostiene Szijjarto, “si è speso oltre un miliardo di euro per fermare l’ingresso di immigrati illegali e abbiamo avuto successo, togliendo un fardello agli altri paesi europei”. 
L’Italia, continua il Ministro, “era riuscita, chiudendo i porti, a ripetere lo schema sul Mediterraneo. Poi però, è cambiato governo. E con esso l’approccio, e questo ci dispiace”.
Per Szijjarto l’apertura dei porti italiana “è un invito ai migranti di mettersi in marcia per l’ Europa. E si fa un favore a scafisti e trafficanti di esseri umani”.
L’Italia “sta andando in una direzione opposta, rispetto alla nostra e a quella che aveva imboccato Salvini”. Per il Ministro degli Esteri ungherese, il leader della Lega, da Ministro degli Interni aveva contributo a dare più sicurezza all’Europa” e ha dimostrato che “l’immigrazione illegale può essere fermata”.
Szijjarto non crede in una revisione dell’accordo di Dublino: “Per noi in cima a tutto viene la difesa dei confini. Quindi la politica deve adoperarsi per portare aiuti dove c’è bisogno”. Il sistema delle quote obbligatorie “è tuttora sul tavolo e noi continuiamo a combattere contro di esso”. Tocca “alle singole Nazioni, decidere con chi vogliamo vivere a casa nostra, non a meccanismi automatici”. E punire con delle sanzioni chi non accetta la quote obbligatorie “sarebbe un ricatto e un controsenso oltre ad essere contrario alle norme Ue”.

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