Il 13 agosto di 58 anni fa iniziò la costruzione del muro che divise in due il mondo

La capitale tedesca non l'ha rimossa del tutto, lasciandone tracce che facciano da monito per le future generazioni.

Il "checkpoint Charlie"

Il "checkpoint Charlie"

globalist 13 agosto 2019
Sono passati 58 anni da quando la Repubblica democratica tedesca (Ddr) iniziò a erigere il muro simbolo della tensione tra sovietici e statunitensi. Oggi il muro non divide più nulla: abbattutto nel 1989, ha lasciato spazio a una delle capitali più dinamiche d'Europa. Berlino e la Germania, però, hanno scelto di non rimuovere del tutto la barriera che ha diviso per anni concittadini e famiglie. Frammenti e memoriali sono presenti ancora in città.

Nella foto, una delle placche che, correndo lungo il vecchio tracciato del muro, ricorda la sua esistenza. Oggi è solo una linea che si può valicare con un passo. Il più importante posto di blocco tra Berlino Est ed Ovest, il celebre "checkpoint Charlie", viene ricordato con il vecchio cartello che avvisava gli automobilisti dell'imminente confine.
Oggi quel tratto di muro, lungo 1,3 km, è interamente ricoperto di graffiti, convertendo un simbolo di divisione in uno di pace, tramite l'arte. L'opera più famosa è probabilmente quella che immortala il leader sovietico Leonid Brezhnev (1906-1982) mentre bacia il leader della Germania orientale Erich Honecker (1912-1994).