Brasile, Dilma Roussef: "la destra pensava di ammansire Bolsonaro, ma il suo fascismo è incontenibile"

Parla la ex presidentessa colpita da impeachment nel 2016: "centrodestra e destra hanno rinunciato alla loro condizione democratica"

Dilma Roussef

Dilma Roussef

globalist 31 luglio 2019
Dilma Roussef, ex presidente brasiliana, ha dichiarato che "il centrodestra e la destra moderata hanno sbagliato, perché pensavano che avrebbero messo Jair Bolsonaro sotto tutela, che sarebbero riusciti a renderlo un po' più civile, perché non li avrebbe imbarazzati con le dichiarazioni incivili, rozze e grossolane che ripete sistematicamente, ma non hanno capito che lui ha un componente neofascista che non è moderabile, che non è possibile contenere".
L'attacco durissimo è avvenuto in un'intervista a Uol, sito news del gruppo Folha, nella quale Roussef ha ribadito che il suo impeachment, nel 2016, è stato organizzato dal "centro, il centrodestra e la destra, che rinunciarono alla loro condizione democratica e, resisi conto che noi avevamo vinto quattro elezioni consecutive, hanno scelto la via del colpo di Stato parlamentare" per "rinquadrare il Brasile nel neoliberalismo", e hanno "aperto il vaso di Pandora, dal quale sono usciti i mostri che, per poter vivere, li hanno ingoiati".
"Questa è la contraddizione con la quale la destra e il centrodestra dovranno convivere durante questo periodo", aggiunge l'ex presidente, secondo la quale il governo Bolsonaro può ora "implementare riforme neoliberali, privatizzare le aziende statali, diminuire o anche azzerare il controllo e la regolamentazione ambientali, aumentando la deforestazione, autorizzare le sostanze agrotossiche, abolire i regolamenti del mercato del lavoro, riformare le pensioni" perché "non è che il governo andrà avanti finché risulta utile, ma piuttosto che il governo è utile perché quel 'finché' durerà quattro anni".